Omicidio Tersigni, dopo le dichiarazioni del pentito arrestata una sesta persona

CROTONE – Salgono a sei le persone accusate dell’omicidio di Giovanni Tersigni, il 36enne crotonese ucciso a colpi di pistola il 7 settembre dello scorso anno in un agguato nel centro storico cittadino.

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Giuseppe Passalacqua

Questa mattina gli agenti della squadra Mobile della Questura di Crotone hanno tratto in arresto Giuseppe Passalacqua, crotonese di 33 anni, con l’accusa di omicidio aggravato in concorso con altre cinque persone che, al termine di una rapida indagine, erano già finite in carcere nel mese di ottobre dello scorso anno. Ad ordinare l’agguato mortale sarebbe stato Francesco Oliverio, 29 anni di Crotone; Cosimo Berlingieri, 28 anni, di Catanzaro, ritenuto l’esecutore materiale del delitto, Cosimo Damiano Passalacqua, 23 anni, di Catanzaro, e Dimitar Dimitrov Todorov, bulgaro di 22 anni residente a Crotone, mentre Paolo Cusato, 30 anni, di Crotone, era già finito in carcere il 9 settembre.

Francesco Oliverio nelle scorse settimane ha deciso di collaborare con la giustizia e le sue dichiarazioni hanno consentito di appurare il coinvolgimento nel delitto anche di Giuseppe Passalacqua. I primi cinque uomini furono individuati rapidamente grazie all’incessante lavoro investigativo della squadra Mobile che permise di accertare come il gruppo fosse formato da due ccosiddetti ‘trasfertisti’, Cosimo Berlingieri e Cosimo Passalacqua, giunti nella tarda mattinata del 7 settembre a Crotone da Catanzaro a bordo di un’autovettura guidata dal Todorov sulla quale si trovavano anche Cusato e Oliverio. Il commando si recò nel primo pomeriggio presso l’abitazione di Oliverio da dove uscirono, pochi minuti prima dell’omicidio, dirigendosi verso piazza Albani dove si trovava la vittima che, nonostante i tentativi di sfuggire all’agguato, veniva raggiunta da diversi colpi di pistola calibro 7.65. A dare la notizia al commando sulla presenza di Tersigni in piazza Albani fu proprio Giuseppe Passalacqua, secondo quanto ha rivelato agli inquirenti il pentito Oliverio.

La figura di Passalacqua era già nota agli investigatori della Squadra Mobile della Questura di Crotone i quali, nel corso dell’indagine, avevano notato movimenti sospetti presso l’abitazione di Oliverio non potendo tuttavia dimostrare che anche Passalacqua avesse avuto un ruolo attivo nella pianificazione dell’omicidio. Le recenti dichiarazioni del collaboratore Oliverio hanno consentito di fugare ogni dubbio circa le responsabilità del Passalacqua per il quale la Procura della Repubblica  di Crotone ha spiccato un mandato di cattura prima che potesse darsi alla fuga.