Operazione antisura, il pentito: i soldi di Modesto usati dalla cosca

modestoIl provvedimento che ha portato stamattina all’arresto di 14 persone, accusate, a vario titolo, di usura e tentato omicidio, scaturisce dalle risultanze investigative incentrate sulle dichiarazioni del collaboratore di giustizia Roberto Calabrese Violetta, che hanno consentito di fare luce sulla ramificata attività di usura posta in essere da un gruppo di persone ritenute legate alle cosche della ‘ndrangheta dei Lanzino-Cicero e Rango-Zingari. Sarebbe stato utilizzato denaro della cosiddetta “bacinella” della ‘ndrangheta cosentina per elargire denaro ad usura, a favore di imprenditori in difficoltà, soprattutto del settore edile, con l’imposizione di tassi d’interesse fino al 30% mensile.

E’ stato accertato come il recupero dei crediti erogati ed il rispetto degli accordi usurari venissero garantiti anche con il ricorso a violenze e minacce nei confronti degli stessi imprenditori. E’ emersa anche l’imposizione di assunzioni e la realizzazione di lavori edili a favore degli indagati e di loro imprese, quale corrispettivo delle somme di denaro dovute dalle vittime.

Coinvolto anche il calciatore professionista, attualmente svincolato, Francesco Antonio Modesto, militante in passato di numerose società calcistiche di serie A e B. Il suo nome è  stato fatto dal pentito Calabrese Violetta, che asserisce che il calciatore avrebbe messo denaro liquido a disposizione dei clan mafiosi, perché fosse prestato ad usura. E questo tramite il suocero, Luisiano Castiglia, elemento di spicco della cosca Lanzino-Cicero. Dalle indagini è emerso anche il coinvolgimento di uno degli indagati, Mario Mandoliti, anche lui legato a Luisiano Castiglia, nel tentato omicidio di Sandro Calabrese Violetta, fratello del collaboratore di giustizia.

Sono state le dichiarazioni delle vittime a svelare i rapporti usurai tra le cosche e diversi imprenditori cosentini, grazie a soldi che provenivano dalla “bacinella” dei clan. Lo ha svelato il procuratore aggiunto di Catanzaro, Giovanni Bombardieri, nel corso della conferenza stampa che si è svolta negli uffici della procura. “La forza di questa operazione – ha detto – sono proprio le dichiarazioni delle persone offese, che hanno svelato i rapporti usurai che si erano instaurati nel tempo. Alcuni soggetti sono stati vittime di più usurai anche per fare fronte ai vari prestiti”.
Secondo Bombardieri “l’operazione dà uno spaccato dell’usura nel Cosentino anche per gli investimenti delle cosche in quell’area. Nel prestare i soldi si specificava che provenivano dalla bacinella delle cosche e venivano prestati sotto questa indicazione che era una minaccia evidente sulla provenienza e sul metodo”.



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