Operazione Camaleonte: arresti in Veneto ed a Crotone. I nomi

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Cinque arresti sono stati effettuati dai carabinieri del comando provinciale di Crotone nell’ambito dell’operazione Camaleonte eseguita contro la ‘ndrangheta in Veneto, dove i carabinieri di Padova e la guardia di Finanza di Venezia hanno eseguito complessivamente 33 misure di custodia cautelare. Le indagini, partite alla fine del 2015, sono relative alle infiltrazioni nel tessuto economico portate avanti in questi anni dalla criminalità legata al clan dei cutresi. E’ stato messo in luce come le cosche cutresi riuscivano a prendere il controllo delle aziende in difficoltà attraverso attività di riciclaggio di denaro. Controllo che veniva preso prima attraverso il denaro di provenienza illecita con prestiti usurari e poi con metodi mafiosi.

I nomi degli arrestati

Tredici persone sono finite in carcere: Adriano Biasion, Gaetano Blasco, Francesco Bolognino, Michele Bolognino, Sergio Bolognino, Donato Agostino Clausi, Gianni Floro Vito, Leonardo Lovo, Giuseppe Richichi, Francesco Scida, Pasquale Scida, Federico Semenzato, Mario Vulcano. Sono stati posti agli arresti domiciliari in 14: Antonio Brugnano, Marco Carretti, Angelino Crispino, Tobia De Antoni, Giuseppe De Luca, Rocco Devona, Salvatore Innocenti, Sergio Lonetti, Antonio Genesio Mangone, Vincenzo Marchio, Antonio Mazzei, Mario Megna, Domenico Nardella, Domenico Pace.

Notificate anche sei misure di obbligo di presentazione nei confronti di Francesco Agostino, Idriz Ahmetaj, Antonio Carvelli, Luca De Zanetti, Emanuel Levorato, Stefano Marzano; disposto il divieto di fare impresa per un anno per Adrian Arcana, Eugen Arcana, Ferdinando Carraro Federico Schiavon, Ilir Shala, Loris Zaniolo

Il blitz è coordinato dalla Procura distrettuale antimafia di Venezia e coinvolge più regioni italiane. Carabinieri e Guardia di Finanza hanno eseguito una cinquantina di perquisizioni, fra Treviso, Vicenza, Padova, Belluno, Rovigo, Belluno, Reggio Emilia, Parma, Milano e Crotone.  Gli indagati sono accusati, a vario titolo, di associazione per delinquere di stampo mafioso finalizzata al riciclaggio, usura, sequestro di persona, estorsione e emissione di fatture inesistenti.  Sono stati eseguiti anche numerosi sequestri, per un valore di 20 milioni di euro.

Come è stato spiegato nella conferenza stampa svolta presso la Procura della Repubblica di Padova, i componenti della cosca avvicinavano gli imprenditori che si trovavano in difficoltà ed attraverso prestiti con denaro di provenienza illecita arrivavano ad impossessarsi delle aziende. In alcuni casi questo avveniva con la connivenza di imprenditori veneti che accettavano di emettere falsa fatturazione per riciclare il denaro. Il procuratore capo ha spiegato che alcune attività sono state aggredite “fisicamente” quando gli imprenditori tentavano di uscire dal giogo delle pressioni mafiose.