Operazione Thomas: accuse cadute anche per l’imprenditore Lerose

Tribunale di Catanzaro

CROTONE – E’ caduta ogni accusa nei confronti di Rosario Lerose, l’imprenditore di Cutro arrestato nell’ambito dell’operazione Thomas condotta dalla Guardia di finanza di Crotone. Le Rose, che era stato già scarcerato ma aveva il divieto di dimora in Calabria, è stato rimesso in libertà. Come è accaduto per Ottavio Rizzuto, il Tribunale del Riesame ha annullato l’ordinanza con la quale il gip di Catanzaro aveva disposto l’arresto di Lerose lo scorso 15 gennaio su richiesta della Dda per i reati di concorso esterno in associazione mafiosa e abuso d’ufficio. Secondo l’indagine Lerose aveva goduto dei favori di Rizzuto, in qualità di dirigente dell’ufficio tecnico del Comune di Cutro, per accaparrarsi una serie di appalti con la sua ditta che i magistrati consideravano vicina alla cosca Grande Aracri.

Il difensore di Lerose, l’avvocato Mario Nigro, ha presentato una serie di sentenze di Tar e Consiglio di Stato – che provano come invece Lerose abbia avuto gli appalti in modo legittimo: “Abbiamo dimostrato – ha detto l’avvocato Nigro – come l’imprenditore non abbia ottenuto quei lavori grazie all’appoggio della criminalità, ed anzi fosse lontano da contesti ndranghetistici”.