Palamilone, il comune ordina lo sgombero. Il Consorzio: il commissario ha ucciso lo sport a Crotone

CROTONE – Annunciano l’intenzione di attuare lo sciopero della fame i componenti del Consorzio sportivo Momenti di Gloria contro la decisione del commissario straordinario del Comune di Crotone, Tiziana Costantino, di procedere allo sgombero del Palamilone. E’ l’epilogo di una brutta vicenda nella quale ha prevalso lo scontro anziché il dialogo. Soprattutto da parte dell’ente pubblico che non ha voluto accogliere in alcun modo le richieste dei cittadini riguardo alla necessità di tenere aperto il Palamilone.

Si tratta della più grande struttura sportiva al coperto di Crotone che dal 2012 è stata affidata in gestione al Consorzio composto da otto società sportive che vanno dal Judo al calcio a 5, dal basket al Muay thai. Dopo le dimissioni del sindaco Ugo Pugliese, a causa della vicenda giudiziaria che lo vede imputato per la gestione della piscina olimpionica, il commissario straordinario ha avviato un monitoraggio sull’impiantistica sportiva verificando alcune illegittimità nell’affidamento. Per il Palamilone, ad esempio, mancava la convenzione con il comune nonostante il Consorzio, in questi anni con una serie di mail, aveva richiesto più volte al’ente. Per questo a gennaio il commissario ha dato mandato ai dirigenti comunali di procedere alla revoca della concessione finalizzata allo sgombero ed alla chiusura della struttura con lo scopo di affidare alla municipalizzata Akrea la gestione. Da allora però nulla è avvenuto per affidarne la gestione e solo l’emergenza covid, paradossalmente, ha limitato i danni allo sport crotonese. 

Il questo periodo di fermo il Comune, anziché attivare una programmazione per l’impiantistica sportiva ha preferito chiuderla completamente revocando anche le autorizzazioni ad altri consorzi sportivi che gestivano il Palakrò ed il Settore B (pista di atletica) con il pericolo che vengano abbandonati come sta avvenendo proprio per la pista di atletica. (ne scriviamo su il Crotonese in edicola da martedì 9 giugno). Dopo aver proceduto nelle scorse settimane alla verifica delle proprietà del comune nel Palamilone (solo due canestri), nella serata di lunedì 8 giugno è arrivata la goccia che ha fatto traboccare il vaso: il Consorzio Sportivo “Momenti di Gloria” ha ricevuto la notifica dell’ingiunzione di sgombero del Palamilone.

Il provvedimento, a firma del dirigente del settore Salvatore Gangemi, intima al Consorzio di “provvedere senza indugio al rilascio dell’impianto sportivo comunale “Palamilone” entro e non oltre 10 giorni dalla notifica della presente riconsegnando l’immobile all’Amministrazione comunale libero da persone e cose”.

Un provvedimento intriso di contraddizioni – scrive il Consorzio Momenti di gloria presieduto da Giancarlo Satiro – soprattutto nella parte in cui si legge che il Comune “ravvisa l’esigenza di salvaguardare, con urgenza ed indifferibilità, il pubblico interesse all’uso da parte della collettività del bene ed alla valorizzazione economica della dotazione immobiliare dell’Ente”, quando in realtà alcun atto amministrativo è stato predisposto per garantire la fruibilità del Palamilone né, tanto meno, degli altri impianti (Palakro, Settore B) per i quali è stata di recente avviata la procedura di revoca dell’affidamento-. Le conseguenze, intuibili anche da un bambino, sono che l’impianto – almeno nelle intenzioni del Commissario Costantino – è destinato a chiudere e ad essere abbandonato a se stesso come già avvenuto per la piscina olimpionica di Crotone”.

Il Consorzio ribadendo che “a rimetterci, come sempre, sarà la cittadinanza” annuncia di aver presentato formali denunce alla Magistratura sulla vicenda e che “al fine di scongiurare il perpetrarsi di un’ulteriore danno alla comunità crotonese, agli sportivi e soprattutto alle nuove generazioni metterà in campo una serie di azioni di protesta tra cui lo sciopero della fame”. Al contempo il Consorzio invita “la cittadinanza, le forze sociali, le associazioni di volontariato e la chiesa cattolica a mobilitarsi affinché l’ultimo baluardo rimasto a tutela della “Città dello Sport” della “Terra di Milone” non cada sotto la scure di due Prefetti che, alla fine della loro carriera lavorativa, hanno deciso di uccidere lo Sport a Crotone!”.