Parco eolico Isola Capo Rizzuto, il pg chiede la revoca della confisca: creato con fondi leciti

Il sostituto procuratore generale presso la Corte di Appello di Catanzaro, Adalgisa Rinaldo, ha chiesto la revoca della confisca del parco eolico della società ‘Vent1 Capo Rizzuto’. La richiesta del pg Rinaldo è arrivata alla fine dell’udienza di mercoledì 15 gennaio svolta davanti alla Corte di Appello di Catanzaro.

Il parco era stato sequestrato nel luglio del 2012 dalla Dda di Catanzaro perché ritenuta un’attività creata con fondi di provenienza illecita della cosca di ndrangheta Arena di Isola Capo Rizzuto. La wind Farm, sempre su richiesta della Direzione distrettuale antimafia, era stato poi confiscato nel maggio 2017 dal Tribunale di Crotone. Decisione confermata nel marzo 2018 dalla Corte d’appello di Catanzaro. Un decreto di confisca, quest’ultimo che però, a febbraio del 2019, era stato annullato con rinvio dalla Corte di Cassazione.

In quell’occasione, la Cassazione, aveva stabilito che il finanziamento per realizzare il parco eolico – costituito da 48 aerogeneratori per un valore di 350 milioni di euro – aveva “indiscussa provenienza lecita, derivando interamente da un mutuo accordato da un istituto di credito tedesco”: la Hsh Nordbank.  Alle conclusioni della Suprema Corte si è adeguata anche il procuratore generale ribadendo, nelle conclusioni, che “i fondi del parco sono di natura le cita e non risulta che ci siano stati proventi illeciti per la realizzazione dell’impianto”. Il pg ha chiesto la revoca della confisca ed anche la revoca della sorveglianza speciale per Pasquale Arena (66 anni, di Isola Capo Rizzuto) che era ritenuto il deux ex machina dell’operazione che portò alla realizzazione del parco eolico. La decisione della Corte di Appello avverrà nelle prossime settimane.