Passava informazioni alla cosca di Papanice, arrestato poliziotto crotonese

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CROTONE – Avrebbe passato informazioni su imminenti operazioni di polizia ad un affiliato alla cosca di Papanice. Per questo è finito in carcere – con l’accusa di concorso sesterno in associazione mafiosa e rivelazione di segreto d’ufficio – un sovrintendente della Polizia di Stato di Crotone, già in forza alla squadra Mobile della locale Questura. Sono stati gli stessi colleghi a condurre le indagini coordinate dalla Direzione distrettuale antimafia di Catanzaro coordinata da Nicola Gratteri che hanno portato in cella il poliziotto e anche l’affiliato al clan Megna di Papanice.

L’ordinanza di custodia cautelare in carcere riguarda Massimiliano Allevato, 52 anni. Secondo le accuse avrebbe passato notizie dell’imminenza della operazione Tisifone (del dicembre 2018) a Rocco Devona che riusci così ad evitare l’arresto. Nei confronti di Devona – che poi si consegnò alla polizia – furono eseguite diverse perquisizioni. Nel corso di una di queste fu ritrovato un cellulare dal quale sono emersi diversi contatti tra lui ed il poliziotto. Da quel momento sono iniziate verifiche sulla posizione del sovrintendente che è stato trasferito per incompatibilità ambientale in altra sede.

L’ordinanza emessa dal gip distrettuale Carlo Paris su richiesta dei sostituti procuratori della Dda di Catanzaro, Paolo Sirleo e Domenico Guarascio, riguarda anche Francesco Monti, 34 anni di Papanice, arrestato per associazione mafiosa. L’arresto di Monti è una conseguenza di un approfondimento investigativo dell’operazione Tisifone nella quale sono confluiti anche elementi dell’Operazione Hermes e rilievi svolti dai carabinieri che hanno permesso di raccogliere prove sufficienti ad ottenere la misura restrittiva. Monti, nipote del boss Mico Megna, è accusato di associazione mafiosa. I due arrestati sono stati condotti nel carcere di Catanzaro.