Pesce di aprile contro l’abbandono del museo della biodiversità

SAN GIOVANNI IN FIORE – “C’è rimasta sulu a resca”. Questa scritta, su un cartello con disegnata una lisca di pesce campeggiava, nella giornata del 1° aprile, all’ingresso della struttura che dovrebbe ospitare il museo della biodiversità a San Giovanni in Fiore.

 

SAN GIOVANNI IN FIORE – “C’è rimasta sulu a resca”. Questa scritta, su un cartello con disegnata una lisca di pesce campeggiava, nella giornata del 1° aprile, all’ingresso della struttura che dovrebbe ospitare il museo della biodiversità a San Giovanni in Fiore.

 

Si tratta di un originale e provocatorio ‘pesce di aprile’ realizzato dall’associazione Artefatti per denunciare la politica dell’abbandono delle strutture pubbliche a San Giovanni. Abbandono il cui simbolo è proprio il museo della biodiversità, o meglio della struttura che avrebbe dovuto ospitarlo e che invece giace chiusa dal 2010 – nonostante una cerimonia di inaugurazione – e diventata preda di vandali. Un pesce di aprile polemico “contro chi crede che non esiste una crescita. Contro chi mura posti che rendendoli attivi potrebbero essere utili all’intera comunità. Contro chi distrugge questa città” è scritto nei cartelli affissi davanti del museo.

 

Il museo della biodiversità si sarebbe dovuto realizzare nell’ambito del Psu, nei pressi della vecchia stazione ferroviaria di San Giovanni in Fiore in una struttura recuperata dal Comune di San Giovanni in Fiore dall’entomologo di fama internazionale Claudio Belcastro con lo scopo di ospitare una grande collezione di insetti e farfalle. Insetti che Belcastro avrebbe interamente donato, per creare il museo della biodiversità nella cittadina silana.

 

Una collezione di inestimabile valore scientifico e anche economico che avrebbe garantito anche un certo livello e una qualità per l’avvio di un turismo didattico e scientifico nella città di Gioacchino. Tale convenzione che risale al 2009, accordava all’ingegnere la possibilità di essere il curatore e responsabile scientifico, a titolo gratuito, del museo. Tuttavia, dopo l’inaugurazione, avvenuta nel 2010, tutto è finito in una bolla di sapone. E del museo è rimasta solo… la resca.