Piscina comunale, tre società hanno falsato la gara. Atti all’Anticorruzione

piscina olimpionica

CROTONE – Tre società che avevano partecipato al bando emanato dal Comune di Crotone per l’affidamento temporaneo degli spazi d’acqua della piscina olimpionica si erano messe d’accordo alterando, di fatto, la gara. Che per questa ragione è stata annullata. Lo ha messo nero su bianco la dirigente del Comune Maria Teresa Timpano, responsabile unica del procedimento, che ha trasmesso tutti gli atti della gara all’Anac, l’autorità nazionale anticorruzione.

Le tre società individuate dalla dirigente sono la Lacinia Nuoto, Kroton Nuoto e Rari Nante Auditore. Durante l’attività di verifica sulla correttezza della
procedura, in particolare quella relativa alla veridicità delle dichiarazioni rese dai concorrenti circa il possesso dei requisiti generali – afferma il rup Timpano – sono emersi una serie di “elementi di fatto gravi, precisi e concordanti rilevatori dell’esistenza di una relazione tra tre dei quattro dei partecipanti tale che le offerte sono riconducibili un unico centro decisionale”. In sostanza le tre società di erano accordate preventivamente.

Il responsabile del procedimento ha notato “la coincidenza di di sede legale tra le associazioni Lacinia Nuoto e Rari Nantes Auditore, entrambe aventi sede in via Giovanni Paolo II contrariamente a quanto dichiarato dal legale rappresentante dell’associazione Rari Nantes che ha indicato quale sede legale in via Marciana, n. 1” Crotone”. Inoltre “sussistono modalità formali identiche di redazione della documentazione di gara”; in pratica le istanze di partecipazione alla gara delle associazioni Rari Nantes L. Auditore, Lacinia Nuoto e Kroton Nuoto sono state tutte presentate – evidentemente per una distrazione ma a dimostrazione che le tre società viaggiavano insieme – a nome della stessa persona. Solo che in calce all’istanza compaiono le firme dei tre diversi legali rappresentanti di ciascuna associazione. “Quindi – conclude il rup – tali sottoscrizioni appartengono all’effettivo titolare della di carica, ma la dicitura non vi appartiene e risulta apposta ed identica in tutte e tre le istanze”.

Anche “le offerte economiche presentate dalla Rari Nantes e dall’associazione Kroton Nuuto sono identiche per tutte le fasce orarie, inoltre per la fascia oraria n. 1 sono identiche anche con quella dell’associazione Lacinia Nuoto” addirittura “fino al terzo numero decimale”. Il dirigente ha rilevato, ancora che i plichi digitali delle offerte delle associazioni Lacinia Nuoto, Rari Nantes e Kroton Nuoto sono state presentati tutti nello stesso giorno; che le garanzie provvisorie, richieste a corredo dell’offerta, di Lacinia Nuoto e Kroton Nuoto sono state prestate con assegni circolari emessi dallo stesso istituto bancario nello stesso giorno”.

Per il dirigente, quindi, “le vicende societarie delle associazioni sportive Rari Nantes L. Auditore, Lacinia Nuoto e Kroton Nuoto provano in modo incontrovertibile un risalente e costante rapporto di collaborazione tra le stesse in quanto nel 2003 costituiscono il Consorzio sportivo Daippo, ancora oggi esistente”. Infine le associazioni Rari Nantes L. Auditore e Kroton Nuoto “hanno formulato istanza per ricevere chiarimenti e per ottenere l’utilizzo della piscina per allenamento degli atleti agonisti, producendo due comunicazioni simili nella forma e sovrapponibili nei contenuti”.

Il rup Timpano conclude quindi che “sussistono indici sufficienti che giustificano lo strumento presuntivo di pericolo che le condizioni di gara siano alterate, in violazione dei principi di segretezza, di serietà delle offerte e di autonomia delle stesse, minando di conseguenza la concorrenzialità della procedura posta a tutela dell’interesse del Comune di Crotone e degli altri partecipanti”. Elementi che “realizzano l’alterazione della par condicio dei concorrenti e la violazione dei principi di concorrenza, di segretezza dell’offerta, di serietà delle stesse offerte, con il conseguente venir meno della correttezza della gara, determinati dal fatto che le offerte provengono da un medesimo centro decisionale o, comunque, da tre associazioni sostanzialmente collegate”. Ragione per cui le tre associazioni sono state escluse dalla procedura di gara che, per di più, è stata interamente annullata.

Il dirigente Tmpano ha ritenuto, pertanto, “di comunicare le suddette irregolarità all’Autorità Nazionale Anticorruzione.