Processo Stige al via tra problemi di notifiche e… spazio

Ci sono volute oltre tre ore solo per la costituzione della parti e dopo circa sei ore ancora il giudice doveva decidere sulla questione delle omesse notifiche. Il 26 ottobre è iniziato con i ‘tipici’ problemi procedurali il maxi processo Stige che vede alla sbarra 188 imputati coinvolti nell’indagine che a gennaio scorso ha messo in luce le infiltrazioni della cosca Farao-Marincola nel tessuto economico e politico del cirotano. Tra gli imputati, oltre ai vertici del clan Farao-Marincola, ci sono anche gli ex sindaci di Cirò Marina, Nicodemo Parrilla e Roberto Siciliani, l’ex primo cittadino di Strongoli, Michele Laurenzano, diversi imprenditori del cirotano.

Oltre ai problemi procedurali, si sono registrati anche disagi dal punto di vista logistico: l’aula bunker del Tribunale di Catanzaro, infatti, è riuscita a stento a contenere le oltre trecento persone presenti tra avvocati (quasi 200 tra difensori e parti civili) e imputati (presenti oltre un centinaio). Condizioni di lavoro difficoltose per gli avvocati alcuni dei quali – non avendo posto a sedere – erano anche impossibilitati a prendere appunti.

Prima udienza difficile, dunque, per il gup Giacinta Santaniello che dopo aver aperto il dibattimento verso le 10 del mattino ha impiegato quasi tre ore per la costituzioni delle parti considerato l’alto numero di imputati. Il gup si è poi ritirato in camera di consiglio per verificare numerose omissioni di notifica del decreto di convocazione dell’udienza. L’accusa è sostenuta dai sostituti procuratori della Dda, Domenico Guarascio e Vincenzo Luberto, che avrebbero anche annunciato il deposito di ulteriori atti investigativi legati all’indagine.

Al termine è stato redatto un calendario per le prossime udienze che sono previste nei giorni 12, 16 e 21 novembre e 10, 12, 14, 19 e 20 dicembre. 



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