Raffaele Vrenna nuovo presidente degli industriali

Raffaele Vrenna è stato eletto, a grande maggioranza (259 voti su 290) il nuovo presidente di Confindustria Crotone per il triennio 2005/2008.

Raffaele Vrenna è stato eletto, a grande maggioranza (259 voti su 290) il nuovo presidente di Confindustria Crotone per il triennio 2005/2008. L’assemblea dell’associazione provinciale degli industriali crotonesi svoltasi nella serata di giovedì 29 ha eletto anche il vice presidente vicario (indicato dal presidente), nella persona di Enzo Saggese, mentre per i cinque componenti elettivi di giunta sono risultati eletti: Enzo Calfa, Antonella Stasi, Giovanni Pipita, Armando Briguglio e Aldo Podella; componente del collegio dei probiviri è stato eletto Giovanni Pugliese.
Il voto dell’assemblea degli industriali crotonesi ha confermato, quasi per intero, il responso delle indicazioni raccolte dalla commissione dei saggi nelle scorse settimane, secondo la procedura consolidata del sistema confindustriale.
Il neo presidente dell’associazione imprenditoriale, la più rappresentativa della categoria nel territorio provinciale, è insieme al fratello Giovanni al capo di un gruppo di aziende attivo in tutto il territorio regionale nel campo della raccolta e smaltimento di rifiuti sia urbani che industriali e speciali. In passato aveva ricoperto, all’interno dell’organizzazione, il ruolo di presidente della piccola industria e, successivamente, era stato componente del direttivo in qualità di consigliere incaricato.
Dopo due mandati biennali consecutivi di presidenza retta da Gaetano Lumare, i quadri di Confindustria Crotone (con l’occasione è stato cambiato il nome, non più Assindustria, secondo una direttiva dell’associazione nazionale), sono stati rinnovati per buona parte, a cominciare dalla presidenza della piccola industria, alla quale è stato eletto Giuseppe Pugliese, in precedenza presidente dei giovani, dove gli era già subentrato Tommaso Graziani.
Nel breve discorso di saluto e di ringraziamento il neo eletto presidente ha voluto sottolineare le non felici condizioni in cui versa l’economia del territorio, con un Pil (Prodotto interno lordo) pro capite che è appena poco più della metà della media europea, con la presenza di 25 Stati, ma anche le condizioni in cui versano le infrastrutture, strade e ferrovie con indice 30 contro il 90 del sistema Italia e 110 dell’Europa; e lo stesso quadro si presenta quanto a capacità di innovazione delle imprese locali, con una spesa per ricerca e sviluppo che è la più bassa di tutte le regioni italiane, mentre del tutto assente è la capacità di attrarre investimenti esteri.
“Ma qualche dato positivo comunque c’è – ha aggiunto Vrenna – se penso alla riduzione del tasso di disoccupazione e se penso al volume degli investimenti negli ultimi 3 anni che hanno interessato la provincia di Crotone. Da questi aspetti positivi si deve partire: il sistema delle imprese crotonesi deve superare la fase di attesa passiva e rilanciare una ipotesi di sviluppo industriale che non lo faccia stare in posizione di stand-by, ma lo renda artefice di una cultura di rischio d’impresa e programmazione attiva”. Rivolgendosi all’assemblea degli associati Vrenna ha sottolineato che egli pensa positivo e questo servirà a dare una scossa alla situazione per cambiare “puntando soprattutto sulla qualità, sulla formazione, sulla ricerca e sull’innovazione”, argomenti poi sviluppati in maniera programmatica.
Affrontando le problematiche più cogenti del territorio il neo presidente degli industriali crotonesi ha indicato tra le priorità la qualificazione dei servizi offerti dal Consorzio per lo sviluppo industriale, cominciando dalle infrastrutture di base, e poi per il porto di Crotone sollecita le operazioni di dragaggio insieme alla definizione dell’adesione all’autorità portuale di Gioia Tauro. In materia di credito la sua proposta è di incrementare le convenzioni con gli istituti bancari per facilitare l’accesso al credito e promuovere strumenti di finanza innovativa. Un richiamo anche alla pubblica amministrazione, con la quale vanno migliorati i rapporti e vanno attivati sia lo sportello unico che quello dedicato al settore dell’edilizia; ed ancora l’individuazione di uno strumento di programmazione e gestione dell’alta formazione. E per concludere sicurezza ed ordine pubblico, partendo dalla videosorveglianza nell’area industriale, con la qualificazione delle risorse investigative ed il potenziamento delle attività di intelligence; interventi contro la criminalità organizzata in sinergia e condivisione con le parti sociali, le istituzioni e le forze di polizia.