Reggio Calabria, brogli elettorali, la Procura: solo il primo step

REGGIO CALABRIA – “Questa non è un’indagine sulle elezioni, ma è un’indagine su alcuni fatti-reato accertati in quanto commessi in occasione delle elezioni amministrative di Reggio Calabria”. Lo ha detto il procuratore Giovanni Bombardieri (nella foto) durante la conferenza stampa sull’operazione che stamattina ha portato all’arresto del consigliere comunale del Pd Antonino Castorina e di un presidente di seggio. Otto sono le sezioni elettorali interessate dall’inchiesta. “È un’indagine – ha aggiunto il procuratore – partita da un’intuizione della Digos e della Procura dopo che un soggetto è stato trovato in possesso di duplicati elettorali. Castorina aveva chiesto e ricevuto 280 duplicati su 320 rilasciati dall’ufficio comunale del quartiere Santa Caterina. Sui primi cento certificati esaminati, tutti i soggetti contattati non avevano mai rilasciato la procura, non avevamo mai dichiarato lo smarrimento del loro certificato e non si erano mai recati a votare. Si è fatta incetta di certificati e illecitamente sono stati utilizzati. Le indagini sono ancora in corso. Mai come in questo caso si tratta di un primo step. C’è ancora tanto materiale documentale da esaminare e che sta venendo fuori dalle perquisizioni”.

“Non spetta a noi – ha sostenuto il procuratore aggiunto Gerardo Dominijanni – dire che le elezioni vanno rifatte. Qui non si tratta di una questione estemporanea, ma di un meccanismo preordinato da tempo. A Castorina è stata data la possibilità di fare tutto questo, attraverso condotte che gli hanno consentito di nominare dei presidenti di seggio compiacenti”. “Anche questa – ha spiegato ancora Bombardieri – è una vicenda che viene analizzata dal gip nell’ordinanza di custodia cautelare. Castorina ha provveduto lui stesso alla nomina dei sostituti dei presidenti di seggio all’inizio facendo riferimento a un atto di delega da parte del sindaco, titolato a nominare i presidenti che sostituivano quelli che rinunciavano all’incarico e poi con una procedura successivamente ratificata dallo stesso sindaco”.

“Oggi non è una bella giornata per la nostra città. – ha dichiarato il questore Bruno Megale – e da reggino, mi sento di dire che per noi è una giornata triste perché andare a verificare dei fatti così gravi che riguardano le elezioni amministrative, sono attività che rischiano di minare la fiducia dei cittadini verso le istituzioni democratiche”. Anche per il primo cittadino di Reggio Calabria “è una giornata triste per la città”. Giuseppe Falcomatà esprime “piena fiducia nella magistratura e negli organismi inquirenti” sperando “che si possa fare piena luce al piu presto su questa vicenda. Non è una frase di circostanza – aggiunge – credo realmente che il lavoro promosso dalla Procura sia a tutela di tutti, e spero che le persone coinvolte, a cominciare dal consigliere Castorina, siano in grado di dimostrare la propria estraneità rispetto alle accuse contestate”.