Regionali, anche Talarico rifiuta la candidatura offertagli dal Pd

Dopo l’editore Florindo Rubbettino anche l’imprenditore delle cravatte Maurizio Talarico dice no al Partito democratico che gli aveva proposto la candidatura a governatore della Calabria. “Ringrazio tutti i corregionali che in questi giorni mi hanno sostenuto, incitato a scendere in campo, ma purtroppo non ci sono le condizioni per farlo” spiega in una nota Maurizio Talarico, il quale ringrazia anche “il Pd nella persona del segretario nazionale Nicola Zingaretti e del coordinatore per il Sud Nicola Oddati per aver individuato nella mia persona indipendente e della società civile il candidato a presidente per le elezioni regionali 2020 in Calabria”.

“Nonostante la consapevolezza di una competizione non facile, ho sentito il cuore, ho messo da parte il lavoro, gli affetti per l’amore verso la ‘mia’ terra dove – rimarca Talarico – di fatto si trovano le mie radici e mi sono proposto a tutte le forze riformiste di governo e al Movimento 5 Stelle come candidato civico e di superamento, credendo in una immediata convergenza sia da parte del Pd che dei 5 Stelle ai quali mi accomunano le battaglie sulla legalità, rinnovamento e
rilancio del territorio”.

“Giorni fa, ho annunciato un ultimatum di adesione a tali forze. Negli ultimi giorni abbiamo assistito ad una rocambolesca trattativa fra il Pd e il Movimento 5 Stelle per la scelta unitaria di un candidato a  presidente. Tale fase di accordi e mediazioni ha visto definitamente tramontare un accordo unitario”, aggiunge.

Il M5S ha infatti deciso di correre da solo scegliendo Francesco Aiello come proprio candidato alla guida della Regione. A questo punto, dunque, il Partito democratico, senza un candidato, è rimasto con il cerino in mano e le quotazioni di Mario Oliverio risalgono.