Regionali, il Pd plaude alla scelta di Ventura, Oliverio critica il verticismo romano

CATANZARO – “Con la scelta di candidare Maria Antonietta Ventura alla presidenza della Regione Calabria ci auguriamo si chiuda la fase delle divisioni, della disillusione e del disimpegno per aprine una in cui i sogni e le speranze dei calabresi diventano atti concreti di cambiamento”. E’ quanto si afferma in una nota diffusa dal gruppo dirigente del Partito democratico calabrese al termine di un incontro con il responsabile Enti locali Francesco Boccia, dopo l’annuncio della candidatura alla guida del centrosinistra dell’imprenditrice cosentina e presidente regionale Unicef. “E’ una candidatura di spessore – si aggiunge nella nota – un esempio concreto di resilienza imprenditoriale e impegno sociale, grazie alla quale si potrà sicuramente allargare il fronte del centrosinistra. Vogliamo ringraziare per l’ennesima volta Nicola Irto che aveva accettato di mettersi in gioco in prima persona per poi anteporre il noi all’io”.

La candidatura della Ventura ha dato la stura a Mario Oliverio per tornare a parlare dopo oltre un anno e mezzo di silenzio. “C’è stata una sconfitta cocente e drammatica con Callipo, ma non c’è stata alcuna valutazione rispetto a quella sconfitta, niente di niente, poi ci sono state le dimissioni dello stesso Callipo ma non è successo nulla” sostiene l’ex presidente della Regione. “Il Pd ha desertificato la sua presenza politica e oggi ci fa vivere questa stagione. C’è un commissariamento da oltre due anni e mezzo, passato dalla sconfitta del 2020, che decide per tutti, per la Calabria e i calabresi. Ormai è stata cancellata la vita democratica. In questo quadro è stata condizionata anche la candidatura di Nicola Irto, che è un’energia importante e che ho sostenuto per la presidenza del Consiglio regionale. Chi offre la disponibilità come Irto prima e adesso la candidata presidente Anna Maria Ventura compie una scelta da eroe. Nulla da dire su questo nome – conclude Oliverio – è il metodo verticistico, imposto da Roma, che è sbagliato”.