Reperti trasferiti da Crotone a Reggio: lettera al ministero

cippo d'ancora
Il cippo di Phaillos

Dopo le rivelazioni de il Crotonese sul trasferimento di reperti archeologici dal museo di Crotone per allestire quello di Reggio Calabria, si muovono le associazioni Gruppo Archeologico Krotoniate ed Italia Nostra. Nei giorni scorsi le due associazioni, presiedute da Vincenzo Fabiani e Teresa Liguori, hanno inviato una lettera al direttore generale archeologia del Mibact, Gino Famiglietti, ed al Direttore del Polo Museale della Calabria, Angela Tecce, per avere informazioni sul trasferimento.
I reperti prelevati da Crotone per finire a Reggio sono:

  • un Cranio pertinente ad una delle due sepolture neolitiche di Carìa di Girifalco (Cz) rinvenuto nel 1934 da Armando Lucifero, Regio Ispettore Onorario degli Scavi e Monumenti e depositato ed inventariato presso il Regio Civico Museo Archeologico di Cotrone.
  • il Ceppo d’ancora con iscrizione in alfabeto acheo. Parte di ancora litica trasformata in cippo votivo offerto a Zeus Meilichios dal famoso atleta di Crotone Phayllos (475-450 a.C.) che combatté contro i Persiani nella battaglia navale di Salamina. Il cippo fu rinvenuto sul Capo Cimiti (Isola di Capo Rizzuto, Kr) nel secolo scorso

Entrambi i reperti, come ha rivelato il Crotonese nell’edizione del 19 dicembre 2015, sono stati trasferiti presso il Museo Nazionale Archeologico di Reggio Calabria, insieme a circa 15 vasi figurati provenienti da tombe di età greca della necropoli krotoniate di località Carrara (scavi Soprintendenza, anni ’70), facenti parte da sempre delle collezioni del Museo Archeologico di Crotone.
Le due associazioni chiedono “a quale livello istituzionale è stato deciso tale trasferimento ed in base a quali motivazioni, essendo stati tali reperti sempre in esposizione o deposito prima presso il Regio Museo Civico Archeologico e poi presso il Museo Archeologico Statale di Crotone”. ItaliaNostra e Gak chiedono che “i suddetti reperti siano reintegrati nella dotazione dei Musei di Crotone e di Capo Colonna, essendo concreto il timore che possa essere messo in atto un progressivo processo di spoliazione ai danni di Crotone”.