Requiem per Pertusola

Le prime costruzioni sono venute giù da alcuni giorni. Niente di eccezionale, poca cosa dal punto vista quantitativo, ma dal grande valore simbolico, in quanto il loro abbattimento segna l’inizio ufficiale della demolizione dell’ex Pertusola Sud e quindi della bonifica industriale dei suoli.
Le operazioni di smantellamento della fabbrica sono state avviate il primo settembre con la pulizia dei manufatti inseriti nell’elenco del primo dei tre step di demolizione programmati da Syndial. Si tratta di tre magazzini merci, il capannone macchine e cantieri, strutture metalliche varie; inoltre servizi igienici, portineria ed ufficio bancario.
Nei prossimi giorni verrà abbattuto il grande deposito metallico davanti agli uffici, adibito a magazzino macchine e cantieri. Ma i primi colpi di ruspa sono già stati assestati all’inizio della settimana, lungo il perimetro dello stabilimento.

Le prime costruzioni sono venute giù da alcuni giorni. Niente di eccezionale, poca cosa dal punto vista quantitativo, ma dal grande valore simbolico, in quanto il loro abbattimento segna l’inizio ufficiale della demolizione dell’ex Pertusola Sud e quindi della bonifica industriale dei suoli.
Le operazioni di smantellamento della fabbrica sono state avviate il primo settembre con la pulizia dei manufatti inseriti nell’elenco del primo dei tre step di demolizione programmati da Syndial. Si tratta di tre magazzini merci, il capannone macchine e cantieri, strutture metalliche varie; inoltre servizi igienici, portineria ed ufficio bancario.
Nei prossimi giorni verrà abbattuto il grande deposito metallico davanti agli uffici, adibito a magazzino macchine e cantieri. Ma i primi colpi di ruspa sono già stati assestati all’inizio della settimana, lungo il perimetro dello stabilimento. Ne ha fatto le spese qualche vecchio manufatto adagiato sul muro di cinta che dà su via Leonardo Da Vinci (ex strada Consortile). I resti delle demolizioni sono stati stoccati provvisoriamente nello stabilimento, in attesa di essere caratterizzati ed avviati allo smaltimento.
Syndial non ha ancora deciso se conferire i rifiuti nella discarica di Columbra del gruppo Vrenna oppure trasferirli fuori regione come ha fatto con il materiale prelevato sulla battigia dietro la discarica ex Fosfotec, trasferito in una discarica toscana di proprietà della Teseco spa, una delle quattro aziende dell’Ati che si era aggiudicata nel 2005 la gara d’appalto per la bonifica indetta dall’Ufficio del commissario.
Siamo nelle primissime fasi di un’operazione che andrà avanti fino alla metà del prossimo decennio, considerato che dalla gara d’appalto per il primo step sono già trascorsi dodici mesi e si prospetta, se tutto va bene, la fine dell’anno per la conclusione dell’intervento. Syndial conta di appaltare i lavori del secondo step per l’inizio del 2011, ma è difficile che ci riesca, considerato che il progetto del secondo giro di demolizioni è ancora in fase di elaborazione presso lo studio d’ingegneria di Milano Urs. Del resto, tra il primo ed il secondo step c’è una bella differenza dal punto di vista del numero e della portata dei manufatti ed impianti da demolire, ed anche dei costi che dai 30.000 euro del primo step (solo per la demolizione, smaltimento a parte) lieviteranno a sette cifre.
Syndial conta tuttavia di fare combaciare le tre fasi, nel senso che alla chiusura di una cantiere dovrà corrispondere l’apertura dell’altro, senza soluzione di continuità, in modo da chiudere la partita della demolizione – per la quale ha stimato una spesa, tra abbattimenti e smaltimento, di 30 milioni di euro – almeno nel giro di quattro anni. Se ci saranno ritardi, andranno a tutto vantaggio degli Enti locali, che non sono ancora riusciti, di concerto con le Soprintendenze regionali, a decidere quali strutture meritano di restare in piedi per la loro valenza storica oppure perché funzionali ad un riutilizzo di carattere culturale o sociale.
(l’articolo integrale sull’edizione in edicola da martedì 7 settembre)