Rifiuti, Columbra: spuntano altre 7mila tonnellate, ma sono le ultime

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CROTONE – Riparte la raccolta dei rifiuti urbani nella provincia di Crotone. La Regione ha firmato il decreto di compatibilità ambientale che autorizza lo smaltimento di 120mila tonnellate nella discarica di Columbra. Si tratta di un via libera a posteriori poiché il quantitativo, autorizzato a settembre dello scorso anno da un’ordinanza dell’ex governatore Mario Oliverio, è stato esaurito da oltre una settimana. Tuttavia, in sede di conferenza dei servizi agli inizi di aprile, Sovreco, titolare della discarica, aveva messo a disposizione altre 7mila tonnellate ricavabili dalle operazioni di assestamento del nuovo sovralzo, autorizzate, appunto, con lo stesso decreto di compatibilità.

Sovreco voleva che a beneficiare dello spazio residuo fosse solo l’Ato di Crotone. La Regione ha invece deciso di estendere la platea dei beneficiari agli Ato di Catanzaro e Reggio Calabria, i cui mezzi hanno iniziato ad affluire a Columbra dalle prime ore della mattinata. Agli esterni sono destinati 1.500 delle 7mila tonnellate residue, nella misura di 500 a testa tra gli impianti di trattamento di Catanzaro, Siderno e Gioia Tauro. Il resto serve a coprire la provincia di Crotone, che ne avrà per poco meno di due mesi. Anche perché è probabile che la presidente della Regione, Jole Santelli, prorogherà i conferimenti da fuori provincia oltre la scadenza del 31 maggio prossimo.

Per Columbra è comunque il canto del cigno. Il decreto di compatibilità del vecchio sovralzo con l’aggiunta di 7mila tonnellate non intacca l’ordinanza regionale del 20 maggio che ha rimescolato le carte rivoluzionando il sistema di smaltimento dei rifiuti calabresi, per anni, decenni incentrato sulla mega discarica del Gruppo Vrenna, il cui ventre custodisce più rifiuti del resto della Calabria (della provincia di Cosenza, soprattutto, che non ha mai voluto saperne di realizzare impianti di trattamento e discariche di servizio mettendo nei casini anche gli altri) che della provincia di Crotone. Con l’esaurimento dei volumi dell’ultimo sovralzo, la Santelli ha preso la palla al balzo per cambiare registro spostando il baricentro dello smaltimento in tutti i territori sulla base del principio dell’autosufficenza.

Insomma, indietro non si torna e l’unica discarica privata autorizzata a raccogliere i rifiuti prodotti dagli impianti di trattamento resta quella di Celico, in provincia di Cosenza, pure questa di proprietà del Gruppo Vrenna che la controlla attraverso la eWaste (ex Miga), la società che gestisce con Ekrò (in Ati con il Consorzio Trasportatori Crotonesi) l’impianto di trattamento di Ponticelli. D’altronde, la comunità d’Ambito del crotonese lavora già all’individuazione del sito temporaneo di stoccaggio su cui dirottare parte dei rifiuti/scarti di Ponticelli, in attesa della realizzazione della discarica pubblica di servizio obbligatoria; la Regione ha dato dieci giorni per la scelta del sito, un grande capannone che potrebbe sorgere, tra le ipotesi al vaglio della comunità d’Ambito, a Ponticelli, adiacente all’impianto gestito da Ekrò. E non è tutto.

Crotone ha pure il diritto ad essere compensata delle ultime 120mila tonnellate smaltite a Columbra, come stabilito dall’ordinanza di Oliverio. Un principio inderogabile ripreso dalla Santelli che è già impegnata a spalmare lo stesso quantitativo di rifiuti/scarti prodotti da Ponticelli sulle discariche pubbliche riaperte o in fase di riapertura in tutta la regione. Una bella rendita considerato che il selezionatore crotonese sforna intorno a 120mila tonnellate di materiale destinato in discarica al giorno, 150/160 con il combustile solido secondario destinato al termovalorizzatore di Gioia Tauro, ancora chiuso per lavori di manutenzione. Ma è il minimo che spetta a Crotone dopo oltre venti anni di via vai di compattatori sulla strada di Columbra provenienti da ogni angolo della Calabria.