Salvini a Le Castella: promesse, battute e tanti selfie tra applausi e contestazioni

Le Castella – Capitano, capitano. Buffone, buffone, Applausi. Fischi. Non c’è che dire Matteo Salvini divide senza se e senza ma. Anche a Le Castella ha trovato una platea di sostenitori e di contestatori ad attenderlo per il suo tour sulle  spiagge italiane. Spiagge meridionale, di quel meridione che per anni ha offeso e che oggi lo osanna come salvatore della patria.

A Le Castella, nell’attesa del Capitano, tra cittadini e turisti si discute “Cosa hanno fatto quelli che hanno governato la Calabria fino ad ora” dice un calabrese trapiantato al Nord fa di Salvini. “Vi hanno lasciato sena strade?” ripete un altro. “Ora arriva lui e risolve tutto? Ma se non ha fatto nulla di quanti promesso” ribatte un anziano. “A me ha permesso di andare in pensione con Quota 100” ricorda una donna. Insomma, di Salvini si potrebbe discutere per ore e non trovare mai un punto di accordo: perché è stato No Tav quando serviva e Pro tav quando gli era comodo. Poi ha deciso di rompere il contratto con il Movimento 5 Stelle che oggi grida contro di lui, ma intanto gli ha permesso di fare tutto quello che voleva, anche salvandolo da un processo. Da Petilia Policastro arriva un gruppo di ragazzi con una bandiera dell’Italia: “Restiamo umani” c’è scritto. Qualcuno gli grida contro: “andate a lavorare”. La discussione è animata, ma rispettosa.

Quando Salvini arriva sul corso di Le Castella è un tripudio di folla che si muove come in una processione di un santo. Viene accerchiato per selfie. Lui non parla di programmi politici con la gente. E’ un bravo venditore di se stesso: sorride, stringe mani, non replica alle contestazioni. Ordina, invece, i turni per le foto: “se vi mettete da questa parte e scorrete davanti faccio tutti i selfie che volete” dice davanti alla fortezza di Le Castella.

Poi, in un punto stretto e pieno di folla nel caos dei fans, parla con i giornalista accalcati come sardine. Si comincia dal voto: “Importante – dice è che non si perda tempo, perché l’italia non può restare nell’incertezza. Prima si vota, prima gli italiani hanno un nuovo governo. I 5 stelle e vogliono prenderla alla lunga”.

Non teme il ministro Salvini neppure il pericolo dell’aumento dell’Iva: “Se si vota ad ottobre abbiamo tempo: ne facciamo tre di manovre finanziarie” dice. Poi auspica:  “Sarebbe bello che i calabresi potessero scegliere di dare il loro voto sia per le elezioni nazionali che per quelle regionali”.

Tra un abbraccio ed un selfie ha tempo di replicare con battute alle critiche di Grillo e del Papa: “M ha chiamato tamarro? Cavolo che contestazione politica! In questi giorni sono attaccato da Grillo e Richard Gere. Me ne farò una ragione. Io rispondo agli italiani. Il Papa ha parlato di pericolosità del sovranismo? Io penso di salvare vite con le leggi che stiamo applicando”.

Salvini ha anche commentato lo stato della statale 106, percorsa da Policoro per raggiungere Isola: “non è una strada ma è una roba … Per questo bisogna andare a votare anche in Calabria per cambiare questo stato di cose”. Dimentica Salvini che le strade sono di competenza dello Stato e lui, prima con Berlusconi e poi con i 5 Stelle è stato per quasi vent’anni al governo.