Salvini contestato a Milano da due crotonesi: vorrebbe una educazione militare per tutti

“Dietro la mia contestazione a Salvini c’è una realtà di cui faccio parte che si muove contro la guerra e l’accoglienza. Aver visto il ministro sostenere davanti ai bambini l’importanza della leva militare, non mi è piaciuto e mi sono fatta sentire”. Spiega in questo modo Francesca Zimatore, studentessa crotonese a Milano, il suo gesto – ripreso come si vede nel video anche dai giornali nazionali – di levare la voce contro il ministro dell’Interno. La contestazione a Matteo Salvini è arrivata nei giorni scorsi a Milano durante un raduno degli alpini al quale partecipava anche il ministro dell’Interno.

Una posizione quella di Francesca non tanto contro il ministro, ma verso chi continuava ad assediarlo per farsi un selfie con lui. “Non è una popstar con cui fare i selfie. E’ una persona che decide di noi. Male pure” si sente urlare la giovane crotonese nel video di Repubblica.  A sostenere la ragazza che studia Filosofia a Milano c’era anche un altro crotonese, Luca Greco, che con Francesca fa parte dell’associazione App (che a Crotone si occupa di diffondere una “Educazione diversa”, luoghi di comunione, relazioni costruttive, a partire dai bambini fino ai ragazzi) e della cooperativa Chairos (che sta lavorando su un progetto per l’accoglienza di donne, di esseri umani in situazioni di povertà esistenziale, vittime di violenze  e di isolamento).

I due crotonesi sono stati circondati, fermati ed identificati dalla polizia che scortava il ministro che, come racconta Francesca, “ci ha in-trattenuto tenendosi i nostri documenti finché Salvini non è andato via”.

“Non abbiamo contestato il ministro per la sua politica – ribadisce Francesca -, ma per il discorso che ha fatto sulla leva militare obbligatoria parlando ai bambini. Non è questa educazione militare che noi vogliamo per i bambini. Quello che mi ha colpito è che pochi o quasi nessuno ha criticato il discorso”. Francesca Zimatore racconta anche di essere riuscita prima della sua contestazione plateale a parlare direttamente con il ministro: “Gli ho fatto le sue rimostranze per quel discorso e lui mi ha aizzato contro i presenti dicendomi: “ma lei allora vuole eliminare il corpo degli alpini”. Non è certo questo il mio obiettivo. Oltre a quelle che sembrano parole e urla di contestazione piovute dall’alto in una manifestazione qualunque, lanciate tanto per far scena, c’è invece una vera realtà, che si muove, e che non si potrà fermare, che non si potrà “in-trattenere” così come hanno intrattenuto le nostre persone togliendoci i documenti”.