Sanità, Marrelli: le bugie di Scura hanno le gambe corte

“Le bugie raccontate da Scura hanno le gambe corte: le liste d’attesa dell’Asp di Crotone sono state abbattute solo ed esclusivamente grazie alle prestazioni erogate dal Marrelli Hospital. Scura non dice la verità e mentre lo accogliamo con il sorriso, alle spalle riceviamo pugnalate”. E’ quanto scrive il direttore sanitario della casa di cura privata crotonese Massimo Marrelli all’indomani dell’incontro che ha avuto nel pomeriggio di mercoledì con il commissario regionale alla sanità Massimo Scura, a Crotone per un incontro con il direttore generale dell’Asp di Crotone Sergio Aren al termine del quale ha visitato il nuovo reparto di Radioterapia del Marrelli Hospital inaugurato di recente.

“Dopo la visita all’Asp di Crotone e dopo il rinvio ad ulteriori “verifiche” per poter dare risposte alle problematiche sollevate dal Marrelli Hospital – spiega nella sua nota Massimo Marrelli – ci riferisce di dati positivi, che nell’Asp di Crotone sono in controtendenza rispetto ad altre Asp della Calabria. Ma si è chiesto Scura come mai? Scura deve sapere che l’abbattimento delle liste d’attesa l’ASP di Crotone è riuscita a raggiungerla proprio con le prestazioni erogate dalla nostra struttura? Nel 2017 l’Asp di Crotone ha prodotto (tra Tac e Risonanze Magnetiche) 7500 prestazioni ed aveva una lista di attesa fissa di oltre 7 mesi (220 giorni). Questa lista di attesa nel 2018 si è ridotta a soli 40 giorni proprio grazie alle prestazioni di diagnostica pesante che da gennaio ha iniziato ad erogare il Marrelli Hospital. Parliamo di 6000 prestazioni erogate nei soli primi sei mesi. Prestazioni che, paradosso dei paradossi, dopo averle fatte eseguire (se non estorte) al Marrelli Hospital adesso Scura non vuole riconoscere. Così come non vuole riconoscere alla clinica le prestazioni di Apa e Pac, spingendo di fatto i pazienti a rivolgersi a strutture di altre Asp o peggio di altre regioni”.

“Un’amministrazione furba non è un’amministrazione vincente – commenta Marrelli – e prima o poi i nodi vengono al pettine. Scura ha apprezzato la riduzione delle liste d’attesa, senza interrogarsi come mai è avvenuta e senza riconoscere il buon lavoro portato avanti da noi a supporto ed integrazione della struttura pubblica. Smentisce se stesso quando avverte i direttori generali che bisogna privilegiare l’acquisto di prestazioni di Tac e Rmn e poi si rifiuta di considerare le prestazioni della nostra struttura Così come non sono veritieri i numeri forniti a Scura dei pazienti oncologici dell’Aap di Crotone, che ogni anno devono essere sottoposti a trattamenti di radioterapia. Scura parla di 300 pazienti, quando invece i numeri reali contano circa 700 pazienti ogni anno, della sola provincia di Crotone. Dati drammatici e allarmati, ma reali. Tra i residenti crotonesi circa 350 sono i pazienti che nel 2017 si sono curati a Catanzaro, mentre circa 350, demotivati dai viaggi fino a Catanzaro e dalla lunga lista d’attesa, hanno deciso di effettuare il trattamento radioterapico in altre regioni. Da quando abbiamo iniziato (maggio 2018) in solo mese abbiamo avviato le procedure per 52 pazienti oncologici crotonesi”.

“Oggi Marrelli Hospital, a detta di Scura, non può avere riconosciute le prestazioni radioterapiche- prosegue la nota – in quanto ha un accreditamento bloccato, ma guarda caso le carte si trovano sulla scrivania di Scura, e solo lui può sbloccarle. Questi sono i numeri reali e questi sono i fatti, egregio Commissario Scura, e su questi numeri e questi fatti attendiamo una risposta, così come attende una risposta ogni cittadino crotonese e calabrese”.

“Nel frattempo – avverte Marrelli – ci prepariamo a protestare contro questa gestione che continua a mortificare i calabresi, nell’intento di portare il problema all’attenzione di organi istituzionali del governo centrale, affinché si trovi la soluzione per porre fine a questo scempio. Insieme al comitato promotore abbiamo raccolto ad oggi 5500 firme (e continueremo ancora) per dire basta alla mobilità sanitaria, perché piuttosto che mandare i fondi alle strutture private del nord dobbiamo sostenere le buone strutture sanitarie calabresi. Purtroppo, di contro, l’atteggiamento degli attuali gestori della sanità, piuttosto che frenare il fenomeno, ha favorito negli ultimi anni una crescita esponenziale dell’esodo sanitario, e l’atteggiamento tenuto nei confronti del Marrelli Hospital ne è la prova tangibile”.