Santa Spina di Umbriatico, il vescovo: evento extra ordinario

UMBRIATICO – La comparsa di sangue rappreso all’interno di un antico reliquario che, secondo una tradizione secolare, custodirebbe, tra l’altro, una spina della corona che cinse il  capo di Gesù Crocifisso: è quanto è stato osservato, nella giornata di venerdi 25 marzo nella cattedrale di Umbriatico, borgo collinare nella Provincia di  Crotone, per molti secoli sede vescovile e che, come tale, conserva  antiche reliquie che qui sarebbero state portate dalla Terra Santa dopo  l’anno Mille dai crociati ed oggetto di devozione.
spina3Nella chiesa, infatti, sono conservati, sempre, secondo la tradizione,  oltre che una sacra spina, un pezzo della Veste di Gesù, un chiodo da crocifissione, il velo della Santa Vergine, frammenti del sacro legno e della colonna della flagellazione.
Il reliquiario era stato esposto nella chiesa in occasione della  rarissima coincidenza tra il Venerdì Santo, giorno in cui si fa memoria  della Passione di Cristo, e l’Annunciazione. In tale “congiunzione”, che si è verificata nel 2005 e nel 1932 e avrà modo di ripetersi ancora tra 141 anni, nel 2157, si manifesterebbe il sanguinamento della Santa Spina. E così è stato anche nel 2016.
Il fenomeno (guarda la fotogallery) è stato osservato, tra gli altri, anche da monsignor Graziani, arcivescovo di Crotone Santa Severina, arcidiocesi che attualmente comprende il territorio di Umbriatico. Il presule, sabato 26 marzo, sull’argomento, ha incontrato i giornalisti nella Curia di Crotone raccontando di essersi recato due volte a Umbriatico nella giornata di ieri notando delle significative differenze all’interno del reliquario nell’arco di tempo che va tra la mattina ed il pomeriggio.
Che cosa è stato osservato nella teca lo spiega lo stesso arcivescovo Graziani: “la formazione di un grumo di sangue che era nella parte inferiore della lunetta, certamente vicina alla spina. Ed è stata vista anche un’altra piccola concrezione di elemento sangue – sono due
reliquari messi in uno – in un altro reliquario che conteneva il velo  della Vergine, il tessuto della passione ed un frammento di colonna”.spina5
“Abbiamo chiamato, già alla prima notizia – prosegue il racconto di monsignor Graziani – una dottoressa che è andata a vedere il reperto e che ha affermato con tutta serenità che si tratta di sangue raggrumato evidente. Prima non c’era. Alle 11,00, quando ho fatto l’ispezione non c’era nulla. È apparso alle 13,45, l’ora corrispondente alle 14.45 di Gerusalemme, l’ora in cui Gesù, secondo i testi sacri, è morto. Il mio pensiero immediato è stato che la devozione della gente non fosse turbata”.
Monsignor Graziani lo ribadisce rispondendo alle domande dei giornalisti su che cosa sia avvenuto ieri nella chiesa di Umbriatico: “Io, con altri, – aggiunge l’arcivescovo Graziani – sono andato a vedere la mattina e la spina nel suo alloggiamento normale e non c’era alcuna traccia di sangue. Dopo un’ora di preghiera, sono ritornato a casa e per me il discorso era concluso. Ho raccomandato al parroco di avvertirmi subito se ci fosse stata qualche evoluzione. Cosa che è avvenuta. Il fenomeno c’era stato ed è stato per prima segnalato da una ragazza che frequenta l’Università della Calabria. Poi la voce si è sparsa”. (su il Crotonese in edicola, dal 26 marzo il racconto integrale con la  testimonianza del nostro giornalista che è stato tra i primi a registrare il fenomeno).
“La prima sensazione che si è confermata lungo la giornata – è la considerazioone del presule – è quella di una straordinaria serena compattezza della popolazione che affluiva nella chiesa, la stessa naturalezza con la quale, arrivati alla fine dell’azione liturgica, quando si trattava di partire per la processione della Via Crucis, si è poi accettato che la teca venisse conservata e vigilata opportunamente. Io ho parlato della naturalezza con la quale quel popolo semplice ha accettato quello che in qualche modo, anche se non lo vogliamo già chiamare immediatamente sovrannaturale, è un fatto extra ordinario. Perché quello che ha visto la ragazza lo abbiamo visto anche noi. L’ho visto pure io”.
Il Vescovo Graziani tende a ribadire come tutto sia avvenuto in un’atmosfera di preghiera, di composta devozione, senza isterismi, e “quel che sorprende, di un popolo orante, prima, durante e dopo l’evento extra ordinario”. Un evento che comunque sarà valutato da una commissione che monsignor Graziani nominerà “perché – dice si verifichi  tutto: siamo interessati a sapere quel che è accaduto”.