Scacco Matto,.scarcerato Salvatore Nicoscia

Ha lasciato il carcere nei giorni scorsi Salvatore Nicoscia, 33enne di Isola Capo Rizzuto, condannato in primo e in secondo grado nell’ambito del maxi processo antimafia ‘Scacco Matto’. L’uomo è tornato in libertà su disposizione del Tribunale del riesame che in sede di appello ha accolto il ricorso dei suoi difensori, avvocati Armando Veneto e Paolo Carnuccio, ritenendo insussistente il pericolo di fuga. Salvatore Nicoscia, fratello del presunto capo dell’omonimo clan di Isola Capo Rizzuto Pasquale Nicoscia, è stato condannato nel dicembre 2003 a 11 anni e 2 mesi di reclusione per associazione mafiosa, estorsione e detenzione di armi. Pochi mesi dopo, nel marzo 2004, il Tribunale del riesame di Catanzaro lo ha scarcerato insieme ad altri imputati ritenendo che la sentenza di condanna del Tribunale di Crotone fosse stata emessa quando i termini di custodia cautelare preventiva erano già scaduti.

Ha lasciato il carcere nei giorni scorsi Salvatore Nicoscia, 33enne di Isola Capo Rizzuto, condannato in primo e in secondo grado nell’ambito del maxi processo antimafia ‘Scacco Matto’. L’uomo è tornato in libertà su disposizione del Tribunale del riesame che in sede di appello ha accolto il ricorso dei suoi difensori, avvocati Armando Veneto e Paolo Carnuccio, ritenendo insussistente il pericolo di fuga. Salvatore Nicoscia, fratello del presunto capo dell’omonimo clan di Isola Capo Rizzuto Pasquale Nicoscia, è stato condannato nel dicembre 2003 a 11 anni e 2 mesi di reclusione per associazione mafiosa, estorsione e detenzione di armi. Pochi mesi dopo, nel marzo 2004, il Tribunale del riesame di Catanzaro lo ha scarcerato insieme ad altri imputati ritenendo che la sentenza di condanna del Tribunale di Crotone fosse stata emessa quando i termini di custodia cautelare preventiva erano già scaduti. Nell’ottobre successivo, però, Salvatore Nicoscia è tornato di nuovo dietro le sbarre su ordine del Tribunale di Crotone che ha paventato il pericolo di fuga. A quel punto i difensori dell’uomo hanno presentato ricorso al Tribunale del riesame chiedendone la scarcerazione che tuttavia è stata rigettata; gli avvocati si sono quindi rivolti alla Cassazione che ha rinviato gli atti al Riesame in sede di appello. I giudici questa volta hanno ritenuto insussistente il pericolo di fuga ed hanno scarcerato Nicoscia.
Nel frattempo, a giugno di quest’anno, la corte d’appello ha confermato la condanna che era stata inflitta in primo grado a Salvatore Nicoscia ma gli ha ridotto la pena a 10 anni e 2 mesi di reclusione.