Sentenza d’Appello Stige: Marincola assolto dal 416 bis. Confermata condanna per Siciliani

CATANZARO – La prima sezione della Corte di Appello di Catanzaro ha emesso la sentenza nei confronti di 80 imputati nel processo – con rito abbreviato – scaturito dall’operazione Stige. I giudici hanno letto nella tarda mattinata del 24 settembre il dispositivo che presenta alcune importanti sorprese. Come l’assoluzione dal reato di associazione mafiosa di Cataldo Marincola, considerato il principale referente della cosca che domina nel cirotano.

Una assoluzione per non aver commesso il fatto che va letta con il fatto che Marincola, per altre vicende, si trova da tempo in regime carcerario duro e che quindi non avrebbe potuto associarsi nel periodo contestato con alcuno. I giudici lo hanno condannato a  sette anni e 4 mesi di reclusione (in primo grado gli era stata inflitta la pena a 20 anni di carcere) per alcune estorsioni commesse nel periodo di latitanza e quando era uscito dal carcere.

La sentenza ha confermato diverse condanne espresse in primo grado come quella nei confronti dell’ex sindaco di Cirò Marina, Roberto Siciliani, per il quale è stato riconosciuto il reato di concorso esterno in associazione mafiosa e la condanna a 8 anni di reclusione. Tra le posizioni di spicco c’era anche quella dell’imprenditore Franco Gigliotti che secondo la Dda era il finanziatore della cosca. I giudici di Appello hanno riqualificato il reato da associazione mafiosa a concorso esterno in associazione mafiosa e riducendo la condanna da 10 ad 8 anni di reclusione. Assolto dall’accusa di associazione mafiosa anche Ludovico Tallarico per non aver commesso il fatto.

La corte di Appello ha anche rigettato il ricorso della procura contro le assoluzioni ed ha confermate la sentenza di primo grado. Tra gli assolti anche l’ex presidente del Consiglio comunale  Giancarlo Fuscaldo, gli imprenditori Nicola Flotta, Teresa Clarà, Luigi ed Amodio Caputo, Alessandro Albano. Diciotto le condanne ridotte tra le quali quelle di Giuseppe Giglio (da 18 a 14 anni), Francesco Salvato (da 15 anni e 6 mesi a 13 anni, 5 mesi e 10 giorni), Vito Castellano (da 16 anni a 13 anni e 4 mesi). Confermate le condanne di primo grado nei confronti di Francesco Farao, Vittorio Farao (77) e Vittorio Farao (78), Salvatore Morrone, Spagnolo Giuseppe.