Serie A, il Crotone si arrende all’Inter a testa alta: ma la retrocessione ora è aritmetica

A testa alta e con orgoglio. Ma il verdetto arriva impietoso, atteso, prevedibile. Il Crotone è in serie B, complice la sconfitta domestica contro l’Inter: 13 punti di ritardo dalla terzultima con appena dodici a disposizione rappresenta un divario ormai incolmabile. La sentenza si è materializzata nel faccia a faccia dello Scida contro l’Inter, lanciata a folle velocità verso lo scudetto e che non si è fatta scappare l’occasione di accorciare i tempi. Dovrà attendere l’Atalanta, impegnata domani contro il Sassuolo e poi potrebbe festeggiare aritmeticamente. Altrimenti se ne parlerà la prossima settimana.

Per il Crotone, comunque, era soltanto questione di tempo. Ma nonostante ormai rassegnato al peggio, la squadra di Cosmi ha provato ad infastidire il collega Conte offrendo una prova di cuore e carattere, giocandsela per buona parte alla pari, pagando però alla lunga il tasso di qualità evidentemente pendente dalla parte nerazzurra.

Cosmi conferma le indicazioni della vigilia e fa all in di qualità con Ounas accanto a Simy e Benali con Messias ad occupare le postazioni di interni con Cigarini in cabina di regia. Anche Conte non tradisce le aspettative e conferma il tandem Lukaku-Lautaro al centro dell’attacco con le uniche due sole eccezioni Sensi e Darmian per Eriksen e Perisic. In campo ci sono 61 punti di differenza, ma l’approccio del Crotone è apprezzabile e convinto, trascinato da motivazioni che una partita che custodisce un fascino inattaccabile inietta da sole. E lo start è di marca rossoblù, subito pericolosi con l’imprendibile Ounas, preciso nella battuta dal limite ma troppo centrale con Handanovic pronto ad opporsi. Le sgroppate di Reca mettono sovente i brividi, ed anche uno come Hakimi è costretto ad affannosi recuperi per tenerlo a freno. L’Inter viaggia al piccolo trotto, consocio di un traguardo ormai ad un passo, ma quando aumenta i giri del motore sono dolori, e così Cordaz è costretto ad una paratona su Sensi lanciato in porta. il Crotone però tiene botta e risponde colpo su colpo, trovando però pochi pertugi nel cuore dell’area nerazzurra. Sul fronte opposto i pericoli aumentano, e due volte sono i legni a salvare i rossoblù, prima sulla testa di Lukaku e nel finale di tempo su quello di Lautaro. I nerazzurri collezionano corner e col passare dei minuti danno la sensazione di poter prendere in mano il match, ma il Crotone contiene e propone, esponendosi a qualche rischio che però viene disinnescato fino all’intervallo.

La ripresa si apre con il secondo cambio forzato per Cosmi, costretto a rinunciare a Cigarini dopo che nel finale di primo tempo si era arreso per un fastidio muscolare anche Reca. In campo Pereira per il polacco ed Edoardo Henrique per il play ex Cagliari. Il leit motiv della ripresa resta invariato, con l’Inter che fa la partita e il Crotone che si compatta chiudendo tutti gli spazi e di tanto in tanto si produce in break velenosi che però si perdono al momento del ‘dunque’. Emblematico quello che Simy vanifica intestardendosi nel cuore dell’area interista con una comoda palla servita da Ounas che meritava diverso trattamento. Conte comprende che la partita si è ingarbugliata col tempo trascorre e opera un triplo cambio che produce subito i frutti sperati: dentro Perisic, Sanchez ed Eriksen e due minuti dopo Inter avanti col danese che dal limite raccoglie la sponda di Lukaku e apre un destro leggermente deviato da Magallan che beffa Cordaz. Il colpo assestato narcotizza il Crotone che fa fatica a riazionare la vettura, mentre l’Inter gioca più sicura e sciolta, rischiando il raddoppio col ‘tiro a giro’ di Perisic che lambisce il palo. Eppure il Crotone non demorde e si avvicina pericoloso dalle parti di Handanovic con un gioiello di Messias che crea e assise Simy, arrivato però molle sulla palla sporta che si spegne sul fondo. Sull’azione successiva l’Inter trova il raddoppio con Lukaku, ma il Var spezza l’esultanza dell’Inter pescando un fuorigioco di Perisic nella ripartenza che aveva poi generato l’assist per l’attaccante belga,

Il finale resta in bilico col Crotone petto in fuori e testa alta alla ricerca di un pari di prestigio. Trascinata in questa fase da un Messias salito in cattedra e imprendibile per tutti. Ma non basta per rimettersi in carreggiata. Il sogno svanisce definitivamente in pieno recupero quando Hakimi completa una ripartenza violenta dell’Inter mettendo il punto esclamativo sul match. Che vale lo scudetto numero 19 all’Inter mentre certifica il ritorno aritmetico del Crotone in serie B.

 

CROTONE-INTER 0-2

MARCATORI: 24′ st Eriksen, 48′ st Hakimi.

CROTONE: Cordaz; Magallan, Golemic, Djidji; Molina, Messias, Cigarini (1′ st Edoardo), Benali (21′ st Vulic), Reca (38′ pt Pereira); Ounas (27′ st Riviere), Simy. A disp.: Festa, Crespi, Cuomo, Rojas, Rispoli, Marrone, Petriccione. All. Cosmi
INTER: Handanovic; Skriniar, De Vrij, Bastoni; Hakimi, Barella, Brozovic, Sensi (21′ st Eriksen), Darmian (21′ st Perisic); Lukaku, Lautaro (21′ st Lautaro). A disp.: Padelli, Radu, Gagliardini,), Vecino, Ranocchia, Perisic, Young, D’Ambrosio, Pinamonti. All. Conte.

ARBITRO: Prontera di Bologna