Serie B, Gianni Vrenna: “Niente proclami, ma rimaniamo ambiziosi”

Ambizione, orgoglio e idee chiare. Cambiano le stagioni, ma rimangono blindati identità e dna. Gianni Vrenna ha l’entusiasmo di un ragazzino che spingerebbe a sventolare proclami ancora una volta importanti, ma anche la consapevolezza e la razionalità di chi invece custodisce una visione manageriale e detiene una realtà che suggerisce prudenza e oculatezza. Soprattutto osservando il mondo che ti circonda, fatto di affanni, bilanci traballanti e fallimenti.

La stagione appena consegnata agli archivi è stata lunga, logorante, complessa, stressante. Con l’incubo di un fallimento che prendeva quota quando invece le ambizioni estive erano di tutt’altro spessore. Gianni Vrenna non lo ha certo dimenticato, e da quell’esperienza forte e rischiosa, conclusa poi con una rimonta da applausi che ha permesso di evitare il peggio, ripartirà mantenendo intatta la fame e ferocia che l’accompagna da sempre.

Presidente, tra pochi giorni si riparte. A che punto è la situazione complessiva?
“Siamo un cantiere ancora aperto. Stiamo valutando alcune situazioni, anche importanti. Speriamo di concludere entro questa settimana o al massimo quella successiva”.

Circolano tanti nomi, qualcuno vero altri meno realistici…
“Ma il mercato è fatto così. E’ un giro di nomi, qualcuno ci azzecca, qualcuno è fuori strada. Noi preferiamo rimanere abbottonati anche per evitare che possa inserirsi la concorrenza e soffiarceli. E poi quando sei su un calciatore e si inserisce la concorrenza inizia l’asta al rialza e poi diventa imprendibile”.

Sulle cessioni e gli eventuali ‘mal di pancia’ è stato chiaro: va via chi lo chiede, ma dovranno arrivare offerte compatibili…
“Assolutamente sì. Quando arriveranno le offerte che riterremo adeguate al valore del calciatore, eventualmente potremmo anche decidere di vendere”.

Conferma l’intenzione di una strategia del basso profilo anche memori dell’esperienza dello scorso anno?
“Vero, anche perchè siamo rimasti segnati dall’esperienza dell’ultimo campionato. Pensavamo di fare un torneo di vertice, alla fine si è invece rivelato un cammino tortuoso, abbiamo girato a dicembre con appena 13 punti e abbiamo rischiato davvero grosso”.

Basso profilo sì, ma resta l’ambizione?
“Quella c’è sempre. E la dobbiamo avere tutti. Partiamo da una base importante, ci sono giocatori come Cordaz, Spolli, Benalì, tutti elementi incedibili”.

Sulla questione Ezio Scida ora è tornato il sereno. Si sente più tranquillo?
“C’è maggiore serenità, però dobbiamo in ogni caso cominciare a discutere seriamente con le istituzioni per vedere eventualmente che cosa si farà di questo stadio. Se rimarrà lo Scida o esiste l’intenzione di realizzarlo da un’altra parte. Però bisogna accelerare i tempi e sedersi ad un tavolo, anche con la stessa soprintendenza e cercare un dialogo affinchè si possa uscire da questo impasse”.

Anche quest’anno la serie B convive con i consueti problemi legati alle iscrizioni, fallimenti, ricorsi. Come se ne esce?
“L’idea è che bisogna seriamente iniziare a mettere mano ai bilanci delle società. La nostra vicenda dello scorso anno è nota, e tra l’altro si è avuta conferma che se il Chievo non facesse le plusvalenze reali non si sarebbe potuto iscrivere. Pertanto spero che gli organi federali possano mettere le mani seriamente e consentire soltanto a chi ha realmente i costi a posto disputare regolarmente il campionato”.



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