Serie A, dallo Scida può partire il riscatto dell’intera città

Domenico Policastrese

“Scusateci se siamo rimasti  in serie A”: sta tutto in quella frase, vergata con malcelato dispetto sul cartello che  un dirigente del Football  Club Crotone mostra alle telecamere un minuto dopo  il fischio finale, il senso del l’impresa compiuta nella notte forse più trepida del l’anno: fieri di essere rimasti sul proscenio insieme ai  grandi, di aver dimostrato che quando nel loro piccolo  le formiche s’incazzano  possono far male a chiunque; fieri di esservi rimasti a dispetto dei santi, che per  un’intera stagione ci avevano mal sopportato e oggi  sono costretti ad ammettere che i miracoli esistono, se  solo si mostra di aver fede, coraggio, determinazione.

Perché il miracolo che s’accompagna alla sfera di  cuoio quando per tre volte  rotola dentro la rete sta essenzialmente nell’aver trasformato la cupa rassegnazione di un popolo nella  gioia del riscatto, facendola  dilagare oltre i confini del  rettangolo verde fin dentro  alle case, ai quartieri, alle  piazze e, soprattutto, alle  menti. Sta nell’aver dimostrato che la salvezza è sempre a portata di mano, che  tutti i traguardi possono essere raggiunti, che ogni impresa è possibile. Il messaggio che viene dallo Scida è  forte e chiaro: la fame di riscatto unita all’impegno e  al sacrificio possono fare  miracoli. Ora tocca ai crotonesi raccoglierlo e portare tutta la città nella massima serie.