Sigilli ali beni dei Maesano

Terreni, appartamenti, autovetture: i carabinieri li hanno sequestrati ad otto persone ritenute affiliate alla cosca mafiosa dei Maesano di Isola Capo Rizzuto. Quelle stesse persone che sul finire del dicembre scorso finirono in manette nell’ambito di un’operazione denominata “Puma” scattata a conclusione di una articolata indagine condotta dal sostituto procuratore Pierpaolo Bruni; in quegli atti viene disvelato il controllo assoluto che la cosca Maesano di Isola Capo Rizzuto avrebbe esercitato sul villaggio turistico Praialonga e sulle relative attività economiche ma anche le relazioni pericolose e i rapporti ambigui tra la ’ndrangheta ed esponenti politici di vari schieramenti, dal centrodestra alla sinistra estrema. Ebbene proprio facendo le pulci alla condizione economica delle singole persone coinvolte nell’inchiesta è emerso che ognuna possiede beni che difficilmente ha potuto accumulare con i modesti redditi dichiarati.

Terreni, appartamenti, autovetture: i carabinieri li hanno sequestrati ad otto persone ritenute affiliate alla cosca mafiosa dei Maesano di Isola Capo Rizzuto. Quelle stesse persone che sul finire del dicembre scorso finirono in manette nell’ambito di un’operazione denominata “Puma” scattata a conclusione di una articolata indagine condotta dal sostituto procuratore Pierpaolo Bruni; in quegli atti viene disvelato il controllo assoluto che la cosca Maesano di Isola Capo Rizzuto avrebbe esercitato sul villaggio turistico Praialonga e sulle relative attività economiche ma anche le relazioni pericolose e i rapporti ambigui tra la ’ndrangheta ed esponenti politici di vari schieramenti, dal centrodestra alla sinistra estrema. Ebbene proprio facendo le pulci alla condizione economica delle singole persone coinvolte nell’inchiesta è emerso che ognuna possiede beni che difficilmente ha potuto accumulare con i modesti redditi dichiarati. A quel punto il procuratore della repubblica Franco Tricoli e il sostituto procuratore Bruni hanno chiesto e ottenuto dal presidente della sezione misure di prevenzione del Tribunale di Crotone, Angelo Napoli, il sequestro di quei beni: un patrimonio stimato complessivamente in circa 10 milioni di euro.
I provvedimenti sono stati notificati nelle prime ore della mattina di venerdì scorso dai carabinieri del reparto operativo del comando provinciale di Crotone che hanno effettuato la certosina attività di monitoraggio patrimoniale dalla quale è emersa una notevole divaricazione tra il tenore di vita mantenuto dalle otto persone indagate e la loro capacità reddituale.
I beni sequestrati dai carabinieri sono costituiti da 30 abitazioni (site nei comuni di Borgo Tossignano, Rende, Isola Capo Rizzuto e Cropani); 7 magazzini in Isola Capo Rizzuto e Botricello; 10 appezzamenti di terreno per una superficie complessiva di circa 5 ettari a Botricello e Isola Capo Rizzuto; 22 tra autovetture, autocarri e motocicli.