Simy, doppiette e record con poca gioia: “Conta la squadra, e la stagione è stata difficile”

Un’altra doppietta nel carniere, altri numeri che si arricchiscono e lo spediscono lassù a quota 19. Quattro doppiette nel 2021, 63 reti assolute in maglia rossoblù e 29 in serie A, miglior marcatore nigeriano della storia nella massima serie. Ce ne sarebbe abbastanza per gustarsi un magic moment infinito, ma Nwankwo Simy non riesce del tutto a godersi questa ribalta. La retrocessione ormai santificata e nel complesso una stagione difficile a livello collettivo gli impedisce di poter essere completamente felice. Certo, l’orgoglio è enorme per i numeri e soprattutto i progressi compiuti, ma anche dopo la doppietta di Parma il pensiero è anzitutto per la squadra: “E’ un momento particolare, non posso essere contento. E’ vero che al livelli individuale sto facendo bene ma non basta perchè quello che conta è la squadra, e purtroppo la situazione è difficile. Abbiamo fatica, oggi la vittoria che aspettavamo e meritavamo da tanto. Ora speriamo di chiudere il campionato dignitosamente”. Dignità, quella che il Crotone ha estratto in maniera vigorosa a Parma. “Il gruppo è sempre stato dentro tute le partite – spiega Simy – non ha mai mollato. Forse non siamo stati all’altezza, e questa è responsabilità nostra, ma adesso mancano cinque partite e dobbiamo fare il più possibile”.

La doppietta di Parma vale il ‘sorpasso’ a Martins nella speciale classifica dei bomber nigeriani più prolifici in serie A. L’ennesimo record di un percorso straordinario: “E’ una bella cosa quando si raggiungono questi traguardi, soprattutto in serie A che resta un campionato difficilissimo. Sono contento,  ma come ho detto non al 100 % perchè quello che conta per me è la squadra”. I 19 gol esposti e i tanti numeri record lo rendono un uomo mercato per la prossima stagione. Ma anche in questo Simy ha altre priorità: “Onestamente non penso a queste cose. Ho grandissimo rispetto per questa piazza che mi ha dato davvero tanto. Mi hanno accolto tutti come un figlio e devo tanto a loro. In questo momento non penso ad altro. Rispetto la mia città, il mio popolo, la società e non penso ora al futuro”.