Spirlì: stop pellicole su saghe mafiose, da oggi in Calabria solo buoni sentimenti

CATANZARO – “A chi viene in Calabria per girare film, fiction e documentari sul malaffare e sulle saghe mafiose, diciamo ‘non sei il benvenuto’. Da questo momento in poi, in Calabria si parlerà di cose belle, di amore, sentimenti e buoni propositi”. Lo ha detto il presidente facente funzioni della Regione Calabria, Nino Spirlì, che oggi ha firmato il decreto di nomina di Santo Vittorio Romano a direttore della Calabria Film Commission. Romano affiancherà Giovanni Minoli, nominato nei mesi scorsi commissario della struttura dalla presidente Jole Santelli. “La Calabria Film commission – ha aggiunto Spirlì – dovrà saper produrre e non solo ospitare passivamente produzioni che, lo ripeto, in passato hanno mortificato fin troppo la nostra dignità. Romano è l’uomo giusto al posto giusto e completa la squadra. Dopo la nomina di Minoli, quest’ultima scelta dà finalmente lo start alla Fondazione e a quei progetti di cui la Calabria ha bisogno per uscire dallo stereotipo in cui era stata confinata negli ultimi anni”.

“Fino a oggi – ha sostenuto il presidente facente funzioni – abbiamo ospitato mortificanti produzioni venute in Calabria per girare scene di ‘ndrangheta, malaffare e malavita, offendendo questi territori e la nostra gente. Sono sicuro che la nuova Film commission saprà, invece, offrire un’immagine della Calabria onesta, amante della legalità, bella per natura, ricca di cultura, corposa nel carattere delle proprie genti, che sono un insieme di tanti popoli. Quello calabrese è un popolo variegato e che, si può dire, rappresenta una buona parte del mondo, non solo del Mediterraneo. Sono convinto che Minoli e il nuovo direttore sapranno guidare insieme questo meraviglioso transatlantico di arte e cultura che è la Calabria Film Commission. Mi auguro, e lo auguro a tutti i calabresi – ha detto ancora Spirlì – che nel futuro della Fondazione ci sia un buon angolo dedicato alla formazione artistica, non solo di attori, attrici e registi, ma di tutte le maestranze e le professioni artistiche”.