Stadio Crotone, il Mibac prepara nuova istruttoria. La società: pronti al confronto ed a tornare al Tar

CROTONE – La vicenda dello stadio Ezio Scida non si conclude con l’annullamento in autotutela da parte del Mibac del diniego all’installazione delle strutture amovibili usate per ampliare lo stadio Ezio Scida. Il Comune di Crotone ha gridato troppo presto alla vittoria. Lo si capisce leggendo il provvedimento del direttore generale del Mibac. Lo sostiene in una nota anche l’avvocato Sandro Cretella, legale dell’Fc Crotone, che evidenzia come nel provvedimento del Mibac si ribadisce che il diniego di Pagano viene  annullato in quanto lo stesso non risulterebbe adeguatamente motivato in merito a quelle esigenze di tutela e valorizzazione ancora ritenute esistenti e che – secondo il Mibac – richiederebbero una più adeguata istruttoria.

In particolare nella nota dell’avvocato dell’Fc Crotone viene citato il passaggio fondamentale del provvedimento preso per “garantire la miglior tutela e non sottoporre a rischio un’area facente parte di un contesto di acclarata rilevanza archeologica ed in corso di valorizzazione e postula, pertanto, l’annullamento in autotutela del provvedimento per le rilevate carenze contenutistiche”.

La società calabrese sostiene di “cogliere favorevolmente la ritenuta necessità di una rinnovata – purché non preconcetta – attività istruttoria anche al fine di consentirci di attuare quel contraddittorio procedimentale che in tutti i modi stiamo cercando di invocare e che finora è stato immotivatamente rifiutato”, ma ribadisce di essere pronta a ricorrere ancora al Tar nel caso di nuovi eventuali dinieghi: “non si comprende – scrive l’avvocato Cretella nella nota diffusa sul sito della società sportiva – in ogni caso come tale rilevata necessità di una rinnovata istruttoria possa conciliarsi con l’anticipazione, nemmanco troppo celata, di un rinnovato diniego alle istanze di proroga attraverso la contestazione degli stessi contenuti della sentenza con la quale sempre il Tar della Calabria, lo scorso giugno, ha già neutralizzato il precedente tentativo di pervenire allo sgombero delle strutture. Se attraverso tale atto il Ministero intendesse limitarsi – come pare anticipare nella nota pervenuta in data odierna – ad addivenire alle medesime decisioni già intraprese attraverso una più adeguata veste formale con la finalità di provare a reggere alla prova di resistenza dei giudici amministrativi, non potremo far altro che continuare ad osteggiare con tutti i mezzi consentiti dall’ordinamento ogni tentativo in tal senso”.

Sulla vicenda Fc Crotone e Comune di Crotone avevano fatto ricorso al Tar – dove avevano già avuto ragione a giugno su un precedente simile – che doveva discutere la causa il prossimo 25 settembre. Udienza che diventa inutile alla luce della revoca del provvedimento. Tuttavia, l’Fc Crotone, tramite il suo legale, annuncia: “insisteremo affinché il Ministero venga comunque condannato alle spese di giudizio, non essendo concepibile che tanto la società, tanto il Comune siano stati costretti ad investire, dopo appena un mese dal primo successo giudiziario, ancora una volta il Tar  della Calabria in pieno agosto al fine di resistere agli opinabili interventi della Soprintendenza, più animati dalla propria carica pregiudizievole, che non da effettive esigenze pubbliche”.