Stadio Crotone, il procuratore Capoccia: non ci sono strade chiuse

CROTONE  – “Esistono spazi per comprendere in qual modo la città non debba essere privata di un impianto adeguato al campionato che sta per partire”. Lo ha detto il procuratore della Repubblica di Crotone, Giuseppe Capoccia, a margine della festa dei Carabinieri intervenendo sulla vicenda della mancata proroga per lo stadio Ezio Scida di Crotone che rischia di non fa giocare le gare del campionato di Serie B in città. Al procuratore Capoccia lo scorso 31 maggio è giunta la risposta negativa sulla proroga da parte del Soprintendente archeologico della Calabria, Mario Pagano, al quale il magistrato aveva inviato una apposta richiesta di informazioni il 23 maggio scorso: “Ho scritto in modo delicato ed interrogativo – ha spiegato Capoccia – per sapere quale sorte deve avere la struttura nuova dello stadio. Visto che a luglio scade l’autorizzazione della Soprintendenza ho scritto a tutti i soggetti interessati allo stadio per conoscere le loro determinazioni: ora sta a loro decidere. Non ci sono strade chiuse. Ognuno fa il suo, assume le sue decisioni, prende le sue responsabilità; certamente esistono spazi per comprendere in qual modo la città non debba essere privata di un impianto adeguato al campionato che sta per partire”.