Storia di Neima, dall’inferno libico al Cimitero di Papanice

Dopo il romanzo L’ospite inattesa, Ginetta Rotondo torna in libreria con Volevo solo essere felice, edito dalla Csa Editrice. Il libro narra la storia di Neima, una giovane somala partita dall’Africa e giunta a Crotone a giugno 2018, a bordo di una nave che ha soccorso centinaia di migranti a largo della Libia. Incinta e in pessime condizioni di salute, viene immediatamente ricoverata in ospedale. Nel suo ventre lacerato e ridotto a brandelli batte miracolosamente il cuore di una creatura di trentadue settimane. Dopo aver dato alla luce una bambina, frutto delle violenze subite in Libia, Neima si lascia morire e viene seppellita nel piccolo cimitero di Papanice. Aveva solo 18 anni.

In questo prosema ininterrotto sono innestate le storie di tante altre donne che hanno subito le stesse violenze di Neima. L’autrice le ha raccolte, alcune per via diretta, altre con lo studio e la ricerca di articoli, documentari, reportage, perché diventassero una storia sola, un unico grido di dolore, usando uno stile nuovo: il prosema, appunto, un poema in prosa in cui si snoda, senza l’ausilio di congiunzioni, un frasario essenziale, lapidario e diretto. Come il dolore, appunto.

Ginetta Rotondo è nata a Verzino, in provincia di Crotone. Attualmente insegna italiano agli stranieri presso il Centro provinciale per l’istruzione degli adulti (Cpia) di Bassano del Grappa, dove risiede. E’ stata benzinaia, bibliotecaria, operatrice di Informalavoro, animatrice culturale e insegnante privata di latino. Strenua difensora dei diritti delle donne, è stata componente nella commissione Pari opportunità della Provincia di Crotone.