Strade allagate e tromba d’aria a Cirò Marina

Cirò Marina – La nuova ondata di maltempo ha fatto registrare il 10 dicembre, tra gli eventi calamitosi più gravi, una tromba d’aria in località Torrenova, che ha causato danni ai tetti delle abitazioni civili e delle case rurali, ai vigneti e agli uliveti. Alcuni alberi d’ulivo sono stati letteralmente divelti.

Cirò Marina – La nuova ondata di maltempo ha fatto registrare il 10 dicembre, tra gli eventi calamitosi più gravi, una tromba d’aria in località Torrenova, che ha causato danni ai tetti delle abitazioni civili e delle case rurali, ai vigneti e agli uliveti. Alcuni alberi d’ulivo sono stati letteralmente divelti.
L’allarme è stato dato dal responsabile dell’Ufficio urbanistica, Nicodemo Salerno, che si è premurato di informare la Prefettura di Crotone e il presidente della Giunta regionale, Giuseppe Chiaravalloti, nonché la Protezione civile regionale e provinciale e la locale Stazione dei Carabinieri.
Rientrano, invece, purtroppo, nella norma gli allagamenti determinati dalle piogge torrenziali, che hanno mandato in tilt interi quartieri, diventati improvvisamente impraticabili e irraggiungibili.
A tal proposito, il vicesindaco Ruggiero ha denunciato agli organi competenti che la pioggia torrenziale, caduta in questa settimana, ha rovinato gravemente beni pubblici (infrastrutture, reti idrica e fognaria, pavimentazione stradale, ecc.) e privati (l’abitazione del signor Antonio Adorisio e le colture arboree dei signori Giuseppe Amodeo, Antonio Ferraro e Carmine Zito); che i danni ammontano a centinaia di milioni di euro e che “durante i giorni del maltempo sono emerse tutte le inadempienze, in materia di prevenzione e difesa del territorio, di Regione, Provincia, Anas e Consorzio di bonifica”, che fanno temere conseguenze tragiche.
Ruggiero ha evidenziato, in particolare, che, in località Cannarò, il canale di bonifica non contiene le acque “a causa dei muretti costruiti dall’Anas o dalla Provincia a protezione della strada. Da qui originano gli allagamenti a piazza Rossa, via Scalaretto e via Noé”; che le acque piovane, che scendono sulla provinciale via Roma dalla collinetta di Madonna d’Itria, “straripano, perché non sono contenute dai canaloni e dalle cunette, ora intasati dal terriccio residuato dagli sbancamenti effettuati dai privati o addirittura dalla “bonifica” dell’Anas”; che le cunette (eliminate peraltro in via Mandorleto) della strada provinciale di via Taverna non riescono a raccogliere le acque provenienti dal canale Epitaffio e da sud-ovest, a causa della mancata manutenzione del canalone di raccolta, che compete alla Provincia; che neanche l’ex Ferrovia dello Stato provvede alla manutenzione delle cunette di sua competenza; che il canalone di via Roma sembra essere ostruito anche dalla presenza di muretti privati, non demoliti dalla Provincia.
Un altro motivo di allarme sono le condizioni in cui si trova il fiume Lipuda, pressoché privo di arginature e a rischio esondazione. Finora, i telegrammi inviati dal dirigente Ferdinando Amoruso alla Regione Calabria e alla Protezione Civile, per sollecitare un loro fattivo intervento, non hanno avuto alcuna risposta.
Al contrario, è impossibile contare gli interventi “riparatori” compiuti dal Distaccamento dei Vigili del Fuoco di Cirò Marina, resisi indispensabili quasi dappertutto e protrattisi fino a ieri, 12 dicembre, primo giorno di quiete.