Tagli all’editoria, Ruspandini (Fdi): norma cervellotica

Una norma che colpisce le eccellenze italiane e mette in discussione il pluralismo dell’informazione. In questo modo il senatore Massimo Ruspandini di Fradelli d’Italia ha definito l’emendamento in discussione al Senato che prevede i tagli al settore dell’editoria.
Il senatore ha iniziato il suo intervento al Senato leggendo i nomi di venti testate (tra cui anche il Crotonese) “che per una norma cervellotica inserita nel max emendamento saranno costretti a chiudere tra qualche  anno”.
Il parlamentare, nel ricordare che ad essere colpite sono “oltre 150 le aziende che occupano migliaia di giornalisti” ha aggiunto: “Questa è una norma vigliacca che produrrà gli effetti tra dieci giorni quando le programmazione di bilancio delle aziende sono ormai fatte”.
Ruspandini ha svelato di aver chiesto incontri con il sottosegretario Crimi che è l’esecutore materiale della chiusura dei giornali locali, ma “anche tanti dei 5 stelle non sono riusciti ad impedire questo drammatico provvedimento”.
Il senatore ha fatto suo l’appello promosso dalla File chiedendo che “il presidente della Repubblica dovrebbe bloccare questa norma perché mette in discussione il pluralismo della informazione un principio cardine della nostra Costituzione. Una norma che non dovrebbe essere nella disponibilità di alcuna maggioranza né modificata da un max emendamento votato con una fiducia senza un passaggio in Parlamento”.
Il senatore di Fratelli d’Italia ha cercato di far capire l’errore contenuto nella norma “Il movimento 5 stelle dall’inizio ha iniziato una campagna attraverso Grillo pensando che questo finanziamento servisse ai grandi giornaloni. Invece, oggi il movimento 5 stelle regala, tra maggior vendite e maggiori introiti pubblicitari, oltre 200 milioni di euro ai grandi giornali. Quelli che volevano colpire – sbagliando perché la stampa non si combatte eliminandola – i giornaloni ora gli servono su un piatto d’argento un regalo inaspettato”.
Tutto questo, ribadisce il senatore “nel silenzio della Lega che alimenta l’idea di formazione delle piattaforme, dei blog cari a Grillo ed alla Casaleggio associati, vero leader di questo governo”.
I danni economici e sociali saranno enormi: “Quello che avete combinato – ha ammonito Ruspandini – ha una ricaduta sociale drammatica devastante sui territori e sulle province. Il Movimento 5 stelle non sa cosa significa per i territori un quotidiano locale, non sa cosa significa per le province narrare quello che accade nei piccoli comuni sperduti di montagna. I giornali locali sono avamposti di libertà e giustizia, danno possibilità di conoscere questi territori. Voi li avete tolti, li state distruggendo sull’altare di un mondialismo dei grandi giornaloni e di queste grande testate social, come facebook Google che solo in parte colpite con una web tax che è qualcosa sulla  quale – se aveste avuto umiltà di parlarne in commissione – avremmo dato il contributo”.
“Si colpiscono le eccellenze italiane, e non la gente che paga le tasse in paradisi fiscali. Vengono tagliate le gambe a migliaia di giornalisti che tutti i giorni ci mettono la faccia. Il Governo, il presidente Conte, Crimi invece di distruggere un sistema sano e strategico dovevano pensare ad una norma che obbligasse i giganti dle web a restituire il dovuto agli editori che prevedesse per loro le stesse sanzioni e norme che regolano l’editoria. Questo è un piccolo grido di dolore per il dramma di un settore contro il quale il governo si è accanito. Una pagina brutta della  storia del Parlamento della Repubblica”.