Tomba medievale quasi intatta scoperta in piazza Villaroja

Dovunque si scavi dal sottosuolo del centro storico di Crotone emergono pezzi importanti di archeologia. Nel giro di pochi giorni sono stati scoperti una tomba dell’alto medioevo in piazza Villaroja, l’esterno di un cunicolo sotterraneo, sempre medievale, in via Raimondi e parte di una vecchia pavimentazione in ciottoli in Discesa Fosso.
La scoperta più importante dal punto di vista archeologico e storico riguarda la tomba che è venuta fuori durante gli scavi per allacciare un’abitazione privata alla rete del metano in piazza Villaroja. Una scoperta fatta per caso e che rischiava di scomparire nuovamente sotto al fondo stradale se non era per un collaboratore del museo archeologico che la mattina di mercoledì 2 settembre passando dalla piazza ha avvertito la Soprintendenza: lo scavo, infatti, non era stato comunicato dalla società Gas & Power dell’Eni (l’ex Italgas) e perciò sul posto non c’era alcun archeologo a controllare.

Dovunque si scavi dal sottosuolo del centro storico di Crotone emergono pezzi importanti di archeologia. Nel giro di pochi giorni sono stati scoperti una tomba dell’alto medioevo in piazza Villaroja, l’esterno di un cunicolo sotterraneo, sempre medievale, in via Raimondi e parte di una vecchia pavimentazione in ciottoli in Discesa Fosso.
La scoperta più importante dal punto di vista archeologico e storico riguarda la tomba che è venuta fuori durante gli scavi per allacciare un’abitazione privata alla rete del metano in piazza Villaroja. Una scoperta fatta per caso e che rischiava di scomparire nuovamente sotto al fondo stradale se non era per un collaboratore del museo archeologico che la mattina di mercoledì 2 settembre passando dalla piazza ha avvertito la Soprintendenza: lo scavo, infatti, non era stato comunicato dalla società Gas & Power dell’Eni (l’ex Italgas) e perciò sul posto non c’era alcun archeologo a controllare. E la cosa ha molto contrariato il direttore del museo archeologico, Domenico Marino, accorso in seguito sul posto. La Soprintendenza, comunque, ha sospeso i lavori in attesa dell’ultimazione degli scavi.
In piazza Villaroja , fortunatamente, sono intervenute in tutta fretta l’archeologa Margherita Corrado e la rilevatrice Domenica Vivace, impegnate nel cantiere poco distante per il rifacimento della pavimentazione in via Raimondi. Ciò che è emerso è che si tratta di una tomba in blocchi di tufo accostati a secco, lunga circa un metro e 80 centimetri e ricoperta da una lastra di marmo, situata ad una profondita dal manto stradale di poco più di un metro. Uno dei blocchi di chiusura del lato ovest della tomba è in parte danneggiato, probabilmente a causa di uno scavo precedente per la posa della vecchia tubazione in cemento amianto della fogna. Ad un livello più superficiale, invece, proprio sopra la tomba, sono stati più recentemente collocati i cavi della fibra ottica.
All’interno sono state trovate le ossa di diverse salme inumate: sicuramente tre adulti ed almeno un bambino. Molte ossa erano ammucchiate in un angolo e ciò avvalora l’ipotesi che si trattasse di una tomba familiare. Dall’esame dei primi materiali è stata ipotizzata anche la datazione: risalirebbe all’alto medioevo tra il sesto ed il nono secolo e finora, a detta degli esperti, non si conoscevano in città reperti di luoghi di sepoltura o di culto risalenti a quell’epoca.
Emilio Genovese