Tornado a Crotone, una strage evitata

CROTONE – “Per fortuna era domenica e non c’erano operai altrimenti sarebbe stata una strage”. Francesco Graziani, titolare dell’omonima ditta di carpenteria metallica, guarda il capannone della sua azienda completamente devastato dal tornado, ma tira anche un sospiro di sollievo. Se fosse stato un giorno feriale invece di dover riparare solo dei capannoni, si dovevano piangere decine di vittime.
Resta comunque un colpo durissimo quello inferto dal tornado domenica 25 novembre alla già precaria economia crotonese. Il turbine ha colpito la zona industriale e commerciale di Crotone dove, oltre a distruggere un negozio della catena Unieuro, ha messo in ginocchio alcune delle più importanti aziende crotonesi nel settore della carpenteria metallica ed anche un’azienda del gruppo Vrenna.
La Metalcarpenteria, la Francesco Graziani e la Carmet, sono state rese inagibili dal tornado che ha scoperchiato i tetti dei capannoni, rovesciato i pesanti macchinari, danneggiato la produzione che era in spedizione. Per le tre aziende, che impiegano centinaia di operai ed esportano la loro produzione all’estero per fatturati milionari, il tornado di domenica ha bloccato ogni tipo di attività. Alla Carmet è stato strappato via l’intero tetto; piegate come fuscelli le gru a ponte.
Alla Metalcarpenteria, la più grande del settore a Crotone, sono state scardinate le enormi porte in ferro e strappato via tetto e impianto fotovoltaico (alcuni pannelli si trovano a centinaia di metri di distanza). Alla Graziani un carroponte pesante diverse tonnellate è stato ribaltato dall’impeto del vento; anche un furgone ha subito la stessa sorte. Il fabbricato degli uffici direzionali appare come se fosse stato compito da colpi di artiglieria. Enormi tubazioni in acciaio sono state disperse nel piazzale. In tutte le tre aziende ci sono danni ai macchinari.
Danni sono registrati anche nei magazzini dell’Akrea, la società partecipata che si occupa della raccolta dei rifiuti a Crotone: il crollo dei tetti ha danneggiato i mezzi comunali, mentre i camion per la raccolta dei rifiuti non hanno subito danni. Distrutte le pareti di un capannone e due capannoni prefabbricati della Mida del gruppo Vrenna.
La statale statale 106 è stata riaperta dopo circa quattro ore di blocco necessario per ripulire la zona dai detriti.