Tornado, Pedace: lavoriamo insieme a difesa delle nostre aziende

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“Nonostante gli sforzi della prim’ora e la volontà di ripartire più forti di prima, il maltempo ha messo in ginocchio il già fragile tessuto produttivo locale, andando a colpire alcune delle imprese più rappresentative ed economicamente forti che danno lavoro a centinaia e centinaia di persone, ma che da sole non possono farcela a risanare le ferite di quei giorni, se non al prezzo di aprirne altre sul fronte occupazionale”. Lo scrive l’assessore comunale alla Protezione civile, Leo Pedace, definendo “assurda” la decisione del Governo di non riconoscere a Crotone lo stato di calamità per i tornado che tra il 20 ed il 25 novembre scorsi hanno causato ingenti danni all’apparato produttivo. “Ma ancora più assurdo – dice Pedace in una lunga nota diramata questo pomeriggio- sarebbe se il territorio non facesse sentire in questo momento la sua voce. Una voce sola, anzi un grido: quello degli imprenditori che hanno subito ingenti danni alle strutture ed ai macchinari, e che il giorno dopo la furia devastatrice degli elementi, erano, nonostante tutto, già al lavoro con i propri dipendenti, animati da un eccezionale spirito di corpo”.

“Le imprese – prosegue la nota dell’assessore – non chiedono la luna, come si evince dalla ricognizione e dalla quantificazione dei danni effettuata dal mio assessorato, ma il giusto ristoro per chiudere il cerchio della ricostruzione che loro stessi hanno aperto nell’immediatezza degli eventi, supportati dalle squadre della Protezione civile comunale e delle associazioni locali di volontariato. Perché a noi, a differenza della Protezione civile nazionale, per la quale è come se in quei giorni non fosse successo niente, l’emergenza risulta e l’abbiamo pure vissuta in prima persona sui luoghi del disastro, come amministratori pubblici che sovrintendono alla macchina dei soccorsi e prim’ancora come cittadini atterriti dalla violenza dei tornado”.

Pedace invita a “fare quadrato per tutelare le imprese”, a mettere da “parte le divisioni politiche, le polemiche autocelebrative, le liti di piccolo cabotaggio che non giovano in nessun caso al territorio”. E si appella “a tutte le forze politiche, sociali e sindacali della città affinché si faccia fronte comune per il riconoscimento dell’eccezionalità degli eventi di quei giorni e, di conseguenza, dei danni che ammontano, secondo una prima stima, a circa dodici milioni di euro. Non è il momento di scaricare responsabilità su nessuno – aggiunge – ma se qualcuno non dovesse proprio farcela ad uscire dalla trincea nella quale sta notte e giorno asserragliato aspettando il momento giusto per sparare sul Comune, ci conceda almeno una piccola tregua per farci lavorare, in nome e per conto della classe imprenditoriale crotonese, in santa pace”.