Trivellazioni, il coordinamento No-Triv: 5 stelle arresi alla Lega

“Le dichiarazioni dell’esponente di governo risultano inesatte e denotano – grave a dirsi per un Sottosegretario di Stato – anche una conoscenza non sufficientemente approfondita delle questioni poste”. In questo modo il coordinamento nazionale No Triv risponde al sottosegretario del Mise,  Davide Crippa. Il NoTriv, ,con il quale il Movimento 5 Stelle aveva combattuto la battaglia contro le trivellazioni e l’uso dell’Air-gu, ci va pesante contro la decisione del ministero di autorizzare le trivellazioni nello Ionio e nell’Adriatico. Al contrario di quanto afferma Crippa, secondo i NoTriv “le firme dei quattro decreti non erano atto dovuto; il diniego dei tre permessi e della concessione non avrebbe comportato lesione del legittimo affidamento in capo ai richiedenti e, quindi, nessuno mai avrebbe potuto attivare un contenzioso. La solita storia delle “penali” non funziona”.

 

Il coordinamento No Triv accusa l’M5S di essersi piegato ai voleri della Lega “la responsabilità più grave dell’Esecutivo sta nel non avere posto la parola “fine” al far west delle trivelle, approvando, ad esempio, una moratoria con un semplice decreto o dando corso all’iter di elaborazione del Piano Aree. Cosa ha impedito fino ad oggi al Governo di varare una norma, come scrive il Sottosegretario, “in modo tale da porre fine al proliferare di richieste di trivellare il nostro territorio o i nostri mari”? Lo abbiamo spiegato commentando la Manovra 2019: il niet della Lega, espresso dal sottosegretario alla Giustizia, Jacopo Marrone, in risposta ai timori di Confindustria e di Femca-Cisl”.

Quello che il coordinamento non si spiega nella giustifica del sottosegretario Crippa è il metodo del governo pentastellato: prima facciamo e poi disfiamo. Crippa scrive che sui permessi alla Global Med (tra cui anche quello di Crotone) il Mise intende dare battaglia: “Sull’eredità dei 3 permessi di ricerca, il MISE intende dare battaglia a titoli già accordati: prima si firma e poi si dà battaglia per andare incontro ad un contenzioso certo e perdente”. In pratica secondo il NoTriv una volta date le autorizzazioni si può andare incontro alle penali se queste vengono revocate. Sarebbe bastato non darle.

Il coordinamento NoTriv è deluso dal comportamento del 5 Stelle al governo: “Quanto alle “eredità”, ogni Governo deve confrontarsi con il lascito di chi lo ha preceduto ma questo non giustifica proprio niente. Il dato di realtà è che il M5S deve il suo “pieno di voti” anche alle promesse, finora disattese, fatte prima e durante la campagna elettorale anche sul fronte No Triv. Far politica significa innanzitutto avere il coraggio di scegliere, cosa che finora al M5S è mancato. Semmai, come i contenuti della Manovra 2019 dimostrano, ha assecondato le richieste dei Sì Triv, Lega e Confindustria in testa: no alla Moratoria, no al Piano delle Aree”.

Il sottosegretario Crippa viene ancora smentito riguardo alla sua conclusione “”Il Movimento 5 Stelle – ha scritto l’esponente di governo – è sempre stato contrario a prescindere, per questo alla fine le trivelle nello Ionio verranno fermate”. “Logica vuole – replica il coordinamento No Triv – che se M5S fosse stato sempre contrario a prescindere, sull’ultimo Buig non avremmo trovato traccia di nuovi permessi e di nuove concessioni”.

(Foto repertorio)