Tumori, trattare la tiroide senza rimuoverla

ROMA – Una nuova tecnica permette di evitare la chirurgia per i tumori della tiroide e conservare così l’organo. Si basa sulla termoablazione ecoguidata, con laser o radiofrequenza, ed è stata testata sui pazienti dall’Istituto europeo di Oncologia (Ieo) e dall’Università statale di Milano, il cui studio è pubblicato sulla rivista Frontiers in Endocrinology. I ricercatori guidati da Giovanni Mauri hanno analizzato i risultati della prima esperienza europea sul trattamento dei microcarcinomi della tiroide con termoablazione (tecnica già usata con altri tipi di tumore, che si basa sull’uso del calore generato dalle radiofrequenze o dalle microonde per uccidere le cellule tumorali). “Nei pazienti trattati con termoablazione – spiega Mauri – abbiamo ottenuto la distruzione radicale del tumore senza complicanze. Sono potuti tornare alle loro attività quotidiane già dal giorno successivo”.

Il trattamento, effettuato con anestesia locale, ha consentito di mantenere del tutto integra la funzione della tiroide e nessun paziente ha dovuto iniziare una terapia ormonale sostitutiva dopo l’intervento. Con la termoablazione, sotto guida ecografica, si inserisce nel tumore uno speciale ago molto sottile che, attraverso l’energia termica, consente di distruggere il cancro, preservando il tessuto sano circostante. Allo Ieo dal 2018 la termoablazione viene proposta come una delle possibili alternative terapeutiche ai pazienti con tumore della tiroide. Il tumore papillare della tiroide rappresenta la gran maggioranza dei tumori della tiroide e viene generalmente trattato con la rimozione chirurgica della tiroide, cui può associarsi un intervento di svuotamento laterocervicale dei linfonodi del collo e un trattamento mediante radioiodio, se il tumore è diffuso anche al di fuori della tiroide.