Vaccini, Calabria: abilitati i medici di medicina generale

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CROTONE – “Da questo momento in poi, la campagna vaccinale può avere un’accelerazione decisiva su tutto il territorio”. Lo ha detto il presidente facente funzioni della Regione Calabria, Nino Spirlì, a margine della firma del protocollo d’intesa che definisce le modalità per il coinvolgimento dei medici di medicina generale calabresi nella campagna di vaccinazione anti Covid-19. “Insieme al commissario Longo e a tutte le sigle interessate – ha aggiunto – abbiamo dato seguito a livello regionale al protocollo firmato il 21 febbraio scorso da Governo, Regioni, Province autonome e organizzazioni sindacali della medicina generale”.

Nel protocollo si premette che “le parti condividono la necessità che i medici di medicina generale possano contribuire alla campagna, manifestando la disponibilità a effettuare le vaccinazioni anti Covid-19, per tutta la popolazione assistita, anche in considerazione del rapporto fiduciario esistente, che permetterà, fra l’altro, una più semplice compilazione del quadro anamnestico e del consenso informato, oltre a una maggiore adesione da parte delle categorie target, con enormi benefici in termini di copertura”. Il medico di famiglia potrà scegliere se effettuare la vaccinazione presso il proprio studio o presso le sedi uniche di Aft/Uccp sia a gestione autonoma che pubblica, o altro presidio temporaneo messo a disposizione dall’Asp di riferimento.

Nel caso di somministrazioni nei centri vaccinali, il protocollo “esclude ogni responsabilità professionale del medico di medicina generale che dovesse essere dovuta a carenze organizzative sia di personale che di attrezzature di primo soccorso. Per ogni centro vaccinale si dispone la figura di un team, costituito da un responsabile designato dal direttore del distretto e da un medico di medicina generale, che pianifichi la turnazione dei medici, quotidiana e settimanale, in base alla disponibilità dei vaccini, e comunichi agli stessi in tempo utile, ogni eventuale modifica delle sedute vaccinali, garantendo la partecipazione, a rotazione, di tutti coloro che hanno dato la disponibilità e assicurando un carico di almeno 40-50 vaccini/turno per ogni medico di medicina generale presente nella sede vaccinale, con una media di almeno 10 vaccini/ora”.

Al fine di garantire quanto più possibile vaccinazioni in prossimità, nel protocollo “si auspica l’aggiunta sulla piattaforma regionale di un numero maggiore di centri vaccinali comunali, idonei alla vaccinazione anticovid”. Inoltre, per i pazienti fragili che dovranno essere vaccinati a domicilio, il medico di medicina generale costituirà la componente medica del team mobile, insieme a un infermiere, e farà riferimento a un centro vaccinale del distretto, il cui personale amministrativo, delegato alla registrazione della vaccinazione nel sistema informativo, provvederà alla registrazione entro la stessa giornata”.



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