Viabilità, Provincia: ripartono a Cutro i lavori sulla provinciale 63

CROTONE – La Provincia di Crotone annuncia la ripresa ed il completamento dei lavori di consolidamento della strada provinciale 63. L’intervento, avviato a gara un anno fa per una spesa complessiva di 181 mila euro, riguarda il km10+100 nel territorio di Cutro, uno dei principali punti critici interessati da fenomeni franosi da oltre dieci anni. I ritardi nel completamento, spiega una nota a firma del presidente facente funzioni dell’ente Simone Saporito, vanno ascritti “alla mancata attivazione da parte della Regione Calabria dei finanziamenti, che sono stati successivamente sbloccati grazie proprio alla perseveranza ed al lavoro svolto dagli uffici dell’Ente provinciale che hanno messo a punto una variazione che ha consentito di utilizzare parte del ribasso per completare l’opera e realizzare ulteriori lavori necessari. Grazie all’autorizzazione concessa dalla Regione Calabria si è quindi provveduto con il tecnico incaricato a redigere una perizia di variante che la Provincia ha approvato”. I lavori inizieranno lunedì 19 aprile.

Nel frattempo, Saporito ne approfitta per togliersi qualche sassolino della scarpa (“La memoria spesso non aiuta e non soccorre quanti preferiscono e trovano più facile puntare il dito contro chi lavora piuttosto che approfondire, chiedere e conoscere i fatti nell’interesse, davvero, delle nostre comunità”) e per ricordare “i numerosi interventi avviati e completati sul territorio di Cutro, che hanno visto l’attenzione dell’intera amministrazione provinciale ed in modo particolare del consigliere provinciale delegato alla Viabilità espressione del comune di Cutro Gennaro detto Rino Lerose”: Cutro-Steccato (300.000 euro), Cutro-Crotone (300.000 euro), frana (181.000 euro), corso Nazionale direzione Steccato (40.000 euro). “Tutte azioni – aggiunge e conclude il presidente ff (nella foto) – portate avanti dalla Provincia di Crotone in solitudine ed in assenza di qualsivoglia contributo da parte di quella parte di politica che oggi è così attiva sui mezzi di comunicazione” ma “ancora fortemente assente negli uffici dove si collabora, si fa rete, dove si lavora per il territorio, ciascuno portando il proprio contributo reale concreto”.