Voleva vendicarsi per l’agguato, arrestato Giuseppe Vona

Giuseppe Vona
Giuseppe Vona

I carabinieri del Nucleo operativo della Compagnia di Petilia Policastro hanno tratto in arresto Giuseppe Vona, 29enne del luogo, già noto alle forze dell’ordine, con le accuse di minaccia aggravata e porto illegale d’armi con l’aggravante del metodo mafioso. Nei confronti di Vona i militari hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal giudice delle indagini preliminari su richiesta della Direzione distrettuale antimafia di Catanzaro.

L’episodio addebitato all’uomo risale al 19 gennaio scorso, allorquando Vona si sarebbe presentato in casa di alcune persone di Petilia Policastro, minacciandole di morte con una pistola semi-automatica. Le indagini svolte dai carabinieri della locale compagnia hanno permesso di appurare anche il movente delle minacce.

Il 21 aprile del 2012 Giuseppe Vona scampò miracolosamente ad un agguato mafioso, compiuto nelle campagne di Petilia, nel quale restò invece ucciso il fratello Valentino Vona; quattro mesi più tardi i carabinieri arrestarono, con l’operazione ‘Impluvium’, sei persone accusate di aver organizzato ed eseguito l’agguato contro i fratelli Vona. Successivamente un collaboratore di giustizia, Domenico Pace, ha fatto nuove rivelazioni sul delitto Vona indicando i nomi di altri soggetti di Petilia che avrebbero fatto parte del commando che fece fuoco contro i fratelli Vona. Rivelazioni che sono apparse sulla stampa locale e che avrebbero scatenato la reazione di Giuseppe Vona il quale, nel pomeriggio del 19 gennaio scorso, si sarebbe presentato presso il domicilio di una delle persone indicate dal pentito minacciando di morte i componenti della famiglia e brandendo con fare intimidatorio una pistola semi-automatica; episodio ben presto scoperto dagli investigatori anche grazie ad un video – tratto da un circuito privato – nel quale si vede, in maniera nitida e inconfutabile, il Vona che minaccia i presenti puntando contro di loro una pistola.

Giuseppe Vona, peraltro, era stato già arrestato nell’ottobre del 2013 per detenzione di arma clandestina e nuovamente tratto in arresto con l’operazione antimafia ‘Tabula Rasa’ dai carabinieri di Petilia nel maggio 2014. L’uomo è stato associato alla casa circondariale di Rossano.