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Fotogallery | 22 gennaio 2022, 14:32

Cittadini di guardia al castello di Carlo V per chiederne la riapertura

Per due ore ogni settimana saranno davanti al portone della fortezza chiusa dal 2018

Cittadini di guardia al castello di Carlo V per chiederne la riapertura

CROTONE - "Liberiamo la cultura", "Riaprite la bellezza", "Quanto è bello sto' castello, se potessimo visitarlo piacerebbe anche a Carlo". Il castello è quello di Carlo V a Crotone e le frasi sono quelle che erano su alcuni dei cartelli esposti nel corso della singolare protesta organizzata per chiedere la riapertura del castello di Carlo V di Crotone chiuso dal 2018 a seguito di un'ordinanza del sindaco per la tutela della salute pubblica. Un gruppo di cittadini, per due ore alla settimana, monterà la guardia davanti al portone chiuso del castello.

La storia

Il castello venne chiuso perché, dopo una denuncia della senatrice Margherita Corrado, venne verificata la presenza all'interno di tenorm (sottoprodotto della lavorazione delle industrie che si trovavano a Crotone) utilizzato come riempimento delle mura negli anni 70. Il tenorm, se non adeguatamente utilizzato, aumenta la radioattività naturale e può essere nociva per cui il sindaco dell'epoca, Ugo Pugliese, a disporre la chiusura di uno dei monumento più importanti di Crotone la cui proprietà è del Ministero dei beni culturali. Da allora il castello - ha registrato fino a 26 mila visitatori all'anno - è chiuso sebbene la zona interessata dal tenorm sia limitata. In questi quasi 4 anni è stata chiesta l'apertura parziale del maniero al cui interno si trovano la biblioteca comunale e il museo civico che, per conseguenza, sono anch'esse chiuse. A parte i carotaggi, il ministero dei beni culturali non ha ancora avviato i lavori di bonifica.

La protesta

Da qui la protesta svolta sabato 22 gennaio dalle 10 a mezzogiorno, su iniziativa di un gruppo di cittadini che ha montato una informale guardia. “Il protrarsi della chiusura - dicono Linda Monte, Roberto Carta, Antonio Iritale e Filippo Sestito che hanno promosso il sit-in - non è più ammissibile. Durante i mesi scorsi, pur nell’opprimente clima pandemico e rispettando tutte le regole imposte, hanno alzato la voce comitati, associazioni e singoli cittadini. Sono state interpellate le autorità competenti per avere risposte, mentre un altro gruppo di singoli cittadini ha depositato un esposto alla Procura della Repubblica. Ma nessuno ha fornito spiegazioni. La storia della tutela, valorizzazione, fruizione dei beni culturali è argomento tabù. Certamente è compito di amministrazioni locali e regionali farsene carico". Nell'attesa i cittadini ribadiscono che continueranno, a stare per due ore settimanali davanti al castello a manifestare per "sollecitare la soluzione della questione partendo dal monumento da tutti vissuto come patrimonio comune".

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